Ingrandimenti Libri

Libri pubblicati nella collana Ingrandimenti con argomento Lutto

A voi che mi mancate tanto. Lettere di una madre alle figlie che non ci sono più libro
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LIBRO   9788804611202

A voi che mi mancate tanto. Lettere di una madre alle figlie che non ci sono più Revol Anne-Marie   -  Mondadori, 2011  -  Ingrandimenti

"E strano... Nel vocabolario, quando si perde il padre, la madre o entrambi i genitori, si dice che si è "orfani". Quando si perde la moglie o il marito, si dice che si è "vedovi". In compenso, quando si perdono i propri figli non si dice niente. Non esiste una parola per designare questa condizione. E una cosa spaventosa al punto da non poter essere nominata?" Nell'estate del 2008, Anne-Marie Revol è al mare in Grecia con il marito per la prima, breve vacanza da "fidanzati" dopo la nascita delle due figlie, Penelope e Paloma, di tre e un anno. Le bambine si trovano con i nonni in montagna. La notte del rientro a casa, scoppia un incendio che uccide le bambine. Il legame tragicamente interrotto viene ricreato nelle pagine di questo libro, in cui in una sorta di diario prende vita il racconto quotidiano a Penèlope e Paloma di tutto quanto accade dopo la loro morte. Alla carta Anne-Marie affida, con estrema sincerità, le sue emozioni, ripercorrendo i giorni successivi alla perdita, l'elaborazione del lutto - anche grazie al supporto di uno specialista -, fino alla nascita di Lancelot, un anno dopo, idealmente affidato alla protezione delle sorelle. "Per la prima volta oggi, il vostro fratellino ha sorriso. Agli angeli. La sua bocca si è socchiusa, una fessura generosa ha rischiarato il suo viso meraviglioso, gli ha allungato gli occhi, arrotondato le guance. Papà e io siamo rimasti senza parole. Questa sera, mi piace pensare che gli angeli ai quali sorrideva foste voi."

€ 18.00 € 17.10
LIBRO   9788804623182

Se li ami non muoiono mai. Come ho affrontato e superato il dolore del lutto Giacobbe Giulio Cesare   -  Mondadori, 2014  -  Ingrandimenti

La tecnica per far rivivere i morti è conosciuta da secoli. Si chiama realtà virtuale. Una volta era il teatro, la letteratura. Oggi è il cinema, la televisione, Internet. La grande scoperta della psicologia moderna è che il nostro cervello non fa alcuna differenza fra realtà virtuale e realtà reale. E poi quale è la realtà reale? L'universo è una nostra rappresentazione. Lo ha dimostrato la scienza. Noi dunque possiamo vivere in un universo dove i nostri cari continuano a essere vivi. Certo, il confine con la pazzia è sottile. Ma se manteniamo la consapevolezza che la nostra rappresentazione della realtà è un espediente per vivere meglio, allora non c'è pazzia. E poi, che importa, essere pazzi o no? L'importante è essere felici.

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