Quaderni Di Materia Giudaica Libri
Libri pubblicati nella collana Quaderni Di Materia Giudaica con argomento Ebrei
Ebrei e società in Sardegna nel XV secolo. Fonti archivistiche e nuovi spunti di ricerca Tasca Cecilia - Giuntina, 2009 - Quaderni Di Materia Giudaica
Frutto di una lunga ricerca archivistica, il volume costituisce il completamento di una precedente monografia sulla storia degli ebrei in Sardegna nel XIV secolo, pubblicata dall'autrice nel 1992. L'edizione di 1.047 documenti relativi alla presenza ebraica in terra sarda nel secolo XV e nei primi decenni del XVI, più precisamente negli anni 1407-1536, costituisce la parte preponderante di questo lavoro che si apre con un breve saggio che illustra le fasi della ricerca, soffermandosi, dapprima, sulle varie tipologie e le differenti modalità di conservazione delle fonti documentarie indagate. L'indagine archivistica ha infatti interessato gli stessi istituti in cui era stata svolta la ricerca relativa al Trecento, ma la creazione di nuove magistrature locali nei primi anni del Quattrocento e i differenti sistemi di conservazione archivistica hanno influito notevolmente sui risultati di questo nuovo lavoro, dandogli connotati diversi in relazione, soprattutto, alla differente tipologia dei documenti e, di conseguenza, ai loro contenuti. La documentazione trecentesca, costituita nella quasi totalità da atti pubblici, aveva a suo tempo restituito soprattutto informazioni di ambito socio-istituzionale. La documentazione successiva si presenta, invece, più varia ed ha arricchito le conoscenze in nuovi ambiti, maggiormente in quelli demografico, economico e sociale sui quali l'autrice si sofferma nella seconda parte dell'introduzione.
Nuovi studi in onore di Marco Mortara nel secondo centenario della nascita Perani M. (Cur.) Finzi E. (Cur.) - Giuntina, 2016 - Quaderni Di Materia Giudaica
Marco Mortara nacque a Viadana il 7 maggio 1815. Frequentò il liceo a Mantova ed entrò poi nel Collegio Rabbinico di Padova, dove conseguì il Dottorato nel 1836, iniziando subito dopo a Mantova il suo ufficio, prima di Rabbino coadiutore e poi Maggiore, succedendo a Israel Claudio Cases quando questi morì nel 1842, carica che Mortara ricoprì fino alla morte nel 1894. A Mantova egli condusse una vita interamente dedicata allo studio, alla famiglia e alla comunità. Scrisse sermoni, testi per conferenze, elogi funebri, lettere e altre opere di varia natura, in parte edite e in parte inedite, collaborando con i principali periodici dell'epoca, italiani fra cui «Rivista israelitica», «L'Educatore israelitico», «Il Vessillo israelitico», «Il Corriere israelitico», e anche stranieri come «Israelitische Annalen», «Archives israélites», «L'Univers israélite», firmandosi talvolta con lo pseudonimo di Dores tov, Colui che ricerca il bene. Compendiò la concezione che aveva elaborato dell'ebraismo nel suo opus magnum "Il pensiero israelitico" edito a Mantova nel 1892 due anni prima della morte. Introdotto dal suo maestro Samuel David Luzzatto al Collegio Rabbinico di Padova nello spirito scientifico e nell'apprezzamento della Wissenschaft des Judentums tedesca, fu sempre in stretto contatto e collaborò con i suoi principali esponenti d'oltralpe, che spesso gli chiedevano manoscritti rari e testi preziosi. Nato nell'anno della Restaurazione 1815, salutò con entusiasmo l'adesione di Mantova al Regno d'Italia. Elemento centrale del pensiero di Mortara fu l'idea che l'emancipazione riconosciuta agli ebrei nel Regno d'Italia, comportasse una transizione dell'ebraismo dall'originaria connotazione nazionale-religiosa a quella esclusivamente religiosa, con la conseguente capacità d'integrarsi interamente nella vita nazionale italiana. Precursore del dialogo con le altre religioni e culture, si spense a Mantova il 6 febbraio 1894.