Storia Generale Libri
Libri pubblicati nella collana Storia Generale con argomento Stragi
Portella, alla radice del segreto italiano. Atti del Convegno (Palermo, 19 maggio 2017) - Youcanprint, 2019 - Storia / Generale
Portella della Ginestra è una strage che ci racconta di un tempo in cui lo Stato e chi lo governava decidono di abdicare all'uso legittimo della forza in funzione d'ordine e di affidare, invece, la medesima funzione d'ordine a chi, in quel tempo (purtroppo come oggi), deteneva - e detiene - il monopolio della violenza e dell'illegalità: la mafia. Un patto, quindi, scellerato che determina un *vulnus* nel processo di formazione della democrazia del nostro Paese, non solo nella storia delle istituzioni siciliane. Ma un simile patto era già stato siglato al momento della caduta del fascismo, al tempo dello sbarco degli alleati, quando esattamente chi aveva - e avrebbe avuto - funzione di governo in questo Paese decide di stipulare un patto, questa volta con gli americani, e gli americani, a loro volta, di assicurare l'ordine costituito affidando a capi mafia la prima reggenza dei risorti Comuni. E qui la storia della Sicilia diventa veramente drammatica, perché i Comuni, che avrebbero dovuto essere la prima cellula dell'organizzazione istituzionale e democratica del Paese liberato, vengono invece messi nelle mani della mafia. Quanto questo inciderà sulla storia della politica, delle istituzioni di questo nostro Paese e della Sicilia, è ormai noto a tutti.
Ragioniamo sul 1992 stragista. Agostino Cordova e Giovanni Falcone, visti assieme, sono il nucleo della verità per iniziare a capire quell'anno Spanò Francesco - Youcanprint, 2019 - Storia / Generale
Il racconto di avvenimenti che è fondamentale, forse addirittura illuminante, per ricostruire, e mostrare il vero e completo contesto storico-politico delle stragi del 1992. La ricerca della verità come principio guida, per non tralasciare nulla di quanto accaduto in quell'anno, ci insegna, che non devono esserci dei tabù, che ci potrebbero impedire di vedere se il re sia nudo. Quei morti meritano un resoconto lucido e disincantato sia delle contraddizioni irrisolvibili, sia delle responsabilità politiche del sancta sanctorum del Potere. Informazioni altamente significative sia ai giovani, che altrimenti non ne avrebbero mai accesso, sia agli esperti, i quali vi troveranno anche una prospettiva originale e innovativa, apportatrice di un nuovo paradigma assiologico di analisi e di comprensione, che apre a scenari finora impensabili, e suscettibili di ulteriori sviluppi da parte degli stessi studiosi. Il gioco grande del potere, come lo chiamava Giovanni Falcone, era figlio di un mondo grande, che ci veniva mostrato e indicato da Agostino Cordova, ma quel mondo grande non poteva accettare che pure Falcone si interessasse ad esso, unendosi a Cordova.
Le stragi compiute in Italia dai reparti tedeschi Arnell Peter Louis - Youcanprint, 2019 - Storia / Generale
Nella memoria collettiva l'8 settembre è divenuto uno dei momenti più tragici della storia nazionale. All'annuncio seguì la precipitosa fuga notturna da Roma del re, governo e comando supremo. L'unica direttiva alle forze armate furono le oscure parole lette dal maresciallo Pietro Badoglio alla radio, con l'unica preoccupazione di non cadere in mani tedesche. Soltanto alle 0:50, in seguito a valanghe di richieste di istruzioni, il Capo di Stato Maggiore dell'Esercito Roatta fa trasmettere il fonogramma "Ad atti di forza reagire con atti di forza". Scatta su tutto il territorio italiano, in Francia, in Croazia, in Grecia e Jugoslavia il piano tedesco per il disarmo delle truppe italiane. Si tratta di 1.090.000 uomini dislocati in Italia e di 900.000 dislocati nei Paesi occupati. 'Tradimento' è la parola che pronunciano i tedeschi e Hitler nel suo bunker esclama: 'Me l'aspettavo da questi italiani'. Nasce il Comitato di Liberazione Nazionale (CLN): gli antifascisti cercano di coprire il vuoto di potere. Iniziano a organizzarsi le prime formazioni partigiane che daranno vita a forme di Resistenza armata e civile per i restanti venti mesi di guerra. Le decisioni di Kesselring preannunciano conseguenze gravissime per chi contrasta l'occupazione tedesca, ma non contengono la proporzione proprio dieci italiani per ogni tedesco, ma così avvenne con repressioni e distruzioni di interi paesi.