Arte Grandi Monografie Libri
Libri pubblicati nella collana Arte Grandi Monografie Storia dell’arte e stili artistici: dal 1800 al 1900
Hokusai. Il vecchio pazzo per la pittura. Ediz. illustrata Calza G. Carlo - Electa, 2010 - Arte. Grandi Monografie
Oltre 500 opere tra cui 60 dipinti, 270 stampe, 100 libri di illustrazione, 70 disegni e alcune lettere autografe del maestro ai suoi editori: questa l'incredibile quantità di opere e documenti raccolti da musei e collezionisti di tutto il mondo per allestire la mostra del 1999 a Palazzo Reale. Da allora l'interesse suscitato intorno a Hokusai (1760-1849), artista e poeta prolifico, non si è assolutamente sopita e in un clima di continuo interesse viene ripresentato il volume che ne ripercorre la storia e l'intera produzione. Le 36 vedute del monte Fuj, tra cui "La grande onda" divenuta un vero e proprio simbolo dell'arte giapponese, la ricchezza di stili che emerge in un arco vitale relativamente breve, la varietà di temi impressionante per un solo artista, ma anche gli influssi del maestro nell'arte occidentale nel periodo del japonisme. L'opera di Hokusai è un viaggio attraverso lo stile, la tradizione e la cultura giapponese, ma anche una riflessione sulla ricerca artistica, la libertà e l'umanità di un personaggio nell'interpretazione che ne diedero artisti e letterati parigini dell'Ottocento. Un mito senza tempo, per citare Hokusai stesso: "a cento anni avrò forse veramente raggiunto la dimensione del divino e del meraviglioso".
Van Gogh - Mondadori Electa, 2007 - Arte. Grandi Monografie
"Nelle tranquillizzanti, felpate sale degli impressionisti dei grandi musei del mondo l'incontro con le pennellate disperate e taglienti di Van Gogh è un'esplosione improvvisa, che non viene disinnescata a distanza né dal tempo né dalla celebrità planetaria. La folgorante parabola di un brevissimo itinerario umano fa dimenticare talvolta l'intensità dolorosa con cui Van Gogh si mette continuamente alla prova in prima persona, tanto da mettere letteralmente "la propria faccia" nella pittura. Solo così, con la più assoluta sincerità di un carattere difficile, di occhi pieni di luce e di un cuore sempre spezzato, Van Gogh esce dal proprio tempo. Dipinge male, certo, ma dipinge la verità. Come un naufrago fa l'inventario delle sue cose: un paio di scarpe sfondate, una sedia impagliata che si sfibra, una pipa, il ricordo di un ramo di pesco in fiore. Svaniscono le luci effimere di Parigi, sbiadisce la banalità del giorno; Van Gogh vede le stelle roteare nel firmamento, il dilagare di ulivi contorti, il giallo infinito del grano maturo, i fiori che sbocciano anche nel cortile di un manicomio, una farfalla che vola via tra le pietre di un carcere. Proprio negli anni in cui stava nascendo il sofisticato simbolismo, fra artisti e intellettuali che ostentavano annoiati languori nell'incipiente Belle Epoque, questa dolorosa e verificabile partecipazione dell'artista all'atto creativo è la grande eredità consegnata da Van Gogh alla pittura contemporanea." (Stefano Zuffi)