Gramsciana Libri
Libri pubblicati nella collana Gramsciana SOCIETÀ E SCIENZE SOCIALI
Gramsci vivo nelle testimonianze dei suoi contemporanei Paulesu Quercioli Mimma Fiori Giuseppe - Iskra, 2010 - Gramsciana
Gramsci vivo nelle testimonianze dei suoi contemporanei - Iskra
Mauro De Mauro. Il grande depistaggio Nicastro Franco Vasile Vincenzo - Xl Edizioni, 2013 - Gramsciana
Mauro De Mauro era un giornalista dal passato fascista che lavorava per un giornale comunista. Era un tipo strano. La sua faccia apparve in mezzo al telegiornale (in bianco e nero), il 18 settembre 1970. La foto sgranata. Il bozzo sul naso. La cicatrice sulla fronte. Quella specie di ghigno, che forse era un sorriso. In quei giorni si stava occupando per conto del regista Francesco Rosi di ricostruire la misteriosa morte di Enrico Mattei. Ma si occupava anche di mafia... Magistrati, politici, mezzi di informazione, inquirenti, servizi segreti, mafia, ricatti, doppi giochi, depistaggi, colpi di stato. Sono solo alcuni dei termini che vanno a comporre questa storia. Con uno stile asciutto e tesissimo, senza mai accontentarsi dell'evidenza ma senza cadere nel complottismo, gli autori ci restituiscono una delle storie più importanti e affascinanti del primo ventennio repubblicano.
La religiosità finale di Antonio Gramsci Sanna Palmerio Oppo Andrea Bergamelli Ferdinando - Iskra, 2015 - Gramsciana
Il racconto degli ultimi giorni di vita di Gramsci rappresenta da sempre un tema che suscita un interesse speciale. Come in un qualunque racconto o narrazione, il finale rappresenta l'ultima verità, così anche nel racconto della vita di un essere umano, la morte, e soprattutto l'ultimo pensiero prima di morire, danno conto del risultato di una trama tanto complessa quanto lo è la stessa vita umana. Ci si affida spesso alle ultime parole di una persona per coglierne il pensiero di un'intera vita. Ma è davvero importante aver detto o scritto quell'ultima frase che invoca Dio? Aver pronunciato per via di labbra o penna una formula di conversione alla fede? La conversione come fatto storico - la pronuncia o meno di certe parole - è poco importante. Ciò che è realmente importante è l'idea, una sola. Dostoevskij disse che l'umanità era stata capace di una sola grande idea, a fronte della quale tutte le altre quasi non avevano diritto di essere chiamate con lo stesso nome. Questa idea era fede in Dio e la resurrezione dai morti, al dl à di tutto, della storia e della vita di una persona, qualcosa ci precede e ci eccede, ed è il fatto religioso come "domanda privata a Dio".