Hod Libri
Libri pubblicati nella collana Hod Studi culturali (Cultural studies)
L'esperanto «nascosto». Il progetto di Majstro Zamenhof a cent'anni dalla morte Gamba Casimiro - Tipheret, 2018 - Hod
Il progetto di lazzaro Ludovico Zamenhof, l'iniziatore dell'Esperanto, una delle più felici proposte di lingua veicolare universale offerta all'inizio del Novecento, prima che linguistico, è culturale, e le sue basi ideali si radicano nella cultura libero-muratoria del Secolo XIX. Il suo programma era molto più articolato e complesso di quanto superficialmente si porrebbe credere. L'ideazione di una lingua universale, strumento privilegiato di comunicazione per l'umanità, sarebbe dovuta essere, agli occhi del suo pianificatore, solo il primo passo di una riflessione ben più ambiziosa: l'Esperanto sarebbe stato solo un viatico per il contributo alla creazione, nel mondo, di una cultura comune, di un sentire comune, di una comunione d'intenti. Se l'Esperanto si offriva come ponto-lingvo, "lingua-ponte", seconda lingua planetaria che - concepita come medium - avrebbe dovuto tutelare le varie altre del pianeta e anzi promuoverle, allo stesso modo una nuova cultura mondiale - basata sui fondamenti della tolleranza e della reciproca comprensione, del rispetto, della fratellanza - avrebbe contribuito al migliore rapporto fra i popoli offrendosi come terreno comune in cui ognuno, pur nella propria diversità, avrebbe potuto inserirsi in un rapporto rispettoso e costruttivo con gli altri. E il conflitto più aspro fra culture si sarebbe manifestato, alla fine, in ambito religioso: allargando l'ottica e generalizzandone il processo, solo una ponto-religio, una "religione-ponte" nei medesimi termini dell'Esperanto, avrebbe aiutato il Bene e il Progresso dell'Umanità, in un progetto che avrebbe preso forma propria nello Homaranismo, sorta di religione naturale che era la finalità prima degli intenti dell'Iniziatore della lingua. Il lettore è condotto, passo passo, in un percorso introduttivo, e insieme di approfondimento, in uno stile più narrativo che saggistico, a riscoprire il motivo etico alla base della proposta esperantista, per riconoscerne il valore produttivo per una società, quella odierna, che del dialogo inter-culturale e inter-religioso ha fatto una delle sfide del suo benessere presente e futuro.
La crisi del mondo moderno Guénon René - Tipheret, 2026 - Hod
La crisi del mondo moderno è uno dei testi capitali del pensiero tradizionalista del Novecento. Con linguaggio lucido e rigoroso, René Guénon vi formula una diagnosi implacabile della civiltà occidentale, smascherandone le illusioni di progresso, libertà e razionalità. La modernità, sostiene, non è un'età di luce ma l'ultimo crepuscolo del ciclo: un mondo che ha scambiato la quantità per qualità, la conoscenza per informazione, la funzione per senso. Al centro del suo discorso vi è la perdita della Tradizione, intesa non come eredità del passato, ma come legame vivente con il Principio: la trasmissione verticale di un sapere sovrumano, inaccessibile alle categorie del pensiero moderno. La crisi, dunque, non è soltanto storica o sociale, ma ontologica. La conseguenza di un'inversione dell'essere che ha reciso ogni rapporto con il sacro. Opera di rottura e di risveglio, La crisi del mondo moderno non predica la disperazione ma la consapevolezza: nel disordine apparente del tempo presente, Guénon intravede la possibilità di un ritorno al centro, dove il silenzio ridiventa linguaggio e il simbolo torna a essere via di conoscenza.