Le Mongolfiere Libri
Libri pubblicati nella collana Le Mongolfiere Studi culturali (Cultural studies)
Tu chiamale, se vuoi... Citazioni, echi, lasciti letterari nelle canzoni italiane Polese Ranieri - Archinto, 2019 - Le Mongolfiere
In questo viaggio attraverso l'italiano cantabile dai primi decenni del Novecento a oggi si incontrano testi che risentono, in varia misura, degli esempi dei classici della tradizione letteraria. Echi e lasciti illustri, a volte evidenti, a volte mimetizzati, usati consapevolmente oppure emersi da lontani ricordi di scuola. Dante, naturalmente, è il più citato, con l'assoluta preminenza del Canto di Paolo e Francesca. Petrarca, soprattutto per il suo assunto che oggetto primo della poesia e quindi delle canzoni è l'amore, a maggior ragione quando è un amore che fa soffrire e piangere. Il terzo è Leopardi, il cui testo canonico, a sorpresa, è proprio L'infinito, che, tradotto nel lessico del discorso amoroso, ha costituito il riferimento continuo di canzoni che vanno da Gino Paoli a Vecchioni, da Don Backy a Battiato. Certo, nei cantautori di seconda e terza generazione fanno sempre più la loro comparsa poeti stranieri (Ginsberg, Villon, Edgar Lee Masters), un fenomeno che meriterebbe una trattazione a parte. Qui, però, in appendice, esaminiamo tre casi anomali: nei primi due, troviamo canzoni che usano solo i titoli di opere famose di cui ignorano il contenuto (i romanzi di Françoise Sagan, "I fiori del male" di Baudelaire). Nel terzo, scopriamo in tre successi degli anni 1967-1970 l'eco addirittura di Saffo.
Per un bacio d'amor. I baci nella canzone italiana Polese Ranieri - Archinto, 2017 - Le Mongolfiere
Forse aveva ragione il giovane Adriano Celentano quando, nel 1959, cantava «i tuoi baci non son semplici baci». La storia del bacio nella canzone italiana è infatti complessa. Assente nella grande stagione del melodramma ottocentesco, assumerà un posto importante nel teatro dell'opera, raggiungendo con Puccini il massimo della sensualità («0 dolci baci e languide carezze»). Anche i baci delle prime canzoni italiane, quelle del café chantant, del varietà e dei tabarin sono carnali, fortemente erotici, peccaminosi. Intorno al 1930, tutto cambia: alla radio e nei primi film sonori si lanciano canzoni per persone comuni, che sognano di avere mille lire al mese, una casettina piccola e carina, un matrimonio felice. Niente più amori torbidi, baci e carezze audaci. Si opera una censura che crea un codice che resterà valido per molti decenni. Certo, negli ultimi anni Cinquanta e nel decennio Sessanta ci si bacia ancora tanto, ma col tempo si fa strada un linguaggio molto più esplicito. Insomma, non ci si bacia più, si fa l'amore.
Persone Dentice Fabrizio - Archinto, 2009 - Le Mongolfiere
"Il titolo del libro ne rispecchia esattamente il contenuto. Si tratta infatti di persone che più "persone" non si può: trentasette figure eminenti dell'arte, della cultura e della storia (da Plinio il Vecchio a Leonardo, da Giuseppe Verdi, a sant'lgnazio di Loyola, Claude Monet, Tommaso Landolfi, Fabrizio Clerici...} che l'autore ci fa conoscere in altrettanti veloci e spregiudicati ritratti, da vicino. Sono figure che tempo e fama velocemente convertono in idoli o santini. Ma lui con garbo le tira giù dal piedistallo, dà loro una bella spolverata, e ce le consegna fresche - direbbe un proverbiale maestro di giornalismo, Gaetano Afeltra - "come un uovo all'ostrica". La materia c'è tutta, negli snodi del rapporto che la persona ha, da un lato, col suo operare e, dall'altro, col suo rappresentarsi e viversi in coscienza e carne. Di suo l'autore mette il sale e la leggerezza."