Piccole Conferenze Libri
Libri pubblicati nella collana Piccole Conferenze ECONOMIA, FINANZA, IMPRENDITORIA E MANAGEMENT
Oltre la globalizzazione. Il bisogno di uguaglianza Poggi Annamaria - Mucchi Editore, 2020 - Piccole Conferenze
Come già in almeno altre due crisi globali sviluppatesi nei decenni più recenti (la crisi asiatica del 1997 e quella americana-europea del 2008) anche quella attuale, scaturita dal diffondersi del Covid-19, ha condotto parecchi opinionisti ad interrogarsi sulla fine della globalizzazione economica, a causa del contrarsi delle relazioni economiche mondiali e della tendenza, evidenziatasi in parecchi Paesi (compreso il nostro), verso un pesante ritorno dello Stato nell'economia. Il ritorno al protezionismo statale, o comunque ad un più forte ruolo dello Stato nell'economia, è anche fortemente sospinto dall'aumento globale della povertà e della disuguaglianza nella povertà. È orami assodato, infatti, che la globalizzazione non è benefica per tutti, e se pure conduce ad un aumento della ricchezza complessiva, questa non si redistribuisce equamente. Sul campo rimangono sconfitti (molti) e vincitori (pochi). Al tempo stesso, però, questi fenomeni potrebbero accentuarsi nel caso si aprisse una stagione di forte recessione economica. Se, infatti, i principali produttori di globalizzazione economica, gli Stati Uniti e la Cina, rallenteranno pesantemente la loro crescita economica, allora la domanda sulla fine della globalizzazione potrebbe essere fondata. Ma è davvero così? Davvero possiamo considerare finita l'esperienza della globalizzazione economica "moderna", cioè di quella che gli esperti datano a partire dagli anni Ottanta del Secolo scorso? Davvero dopo questa crisi vi sarà un ritorno a livello globale del protezionismo statale? Oppure, più facilmente, potremmo avere una virata, la terza in pochi decenni, della globalizzazione?
Sulla sovranità monetaria. Oggi e domani Merusi Fabio - Mucchi Editore, 2025 - Piccole Conferenze
Dove c'è Stato c'è moneta e dove c'è moneta c'è Stato. Ma col passare del tempo anche i proverbi cambiano, ora, quasi ovunque, lo Stato non c'è più e la sovranità monetaria la esercitano le banche centrali. Mentre ci sono delle monete senza Stato, ma sempre con una banca centrale che governa la moneta. Ma non basta che la moneta abbia trovato un organo sovrano all'interno dello Stato o di un suo succedaneo, come è l'Unione Europea. La moneta sta sfuggendo di nuovo. È già sfuggita di nuovo o si progetta di cambiare le regole del gioco monetario. La moneta è quasi dovunque una moneta legale, cioè una moneta il cui valore è imposto dal sovrano monetario. Per rimanere nello spazio monetario europeo ci sono però nella componente monetaria due novità: il sistema dei pagamenti, nel quale la moneta è ridotta a misura di valore di rapporti di debito/credito, e una valuta non creata né imposta dalla Banca Centrale: le criptovalute. Le criptovalute sono un prodotto "alchemico" della rivoluzione informatica. Sono un prodotto privato di alchimisti privati. Sono però anche un equipollente monetario, la cui equipollenza è legittimata da una gestione d'affari in pro della Banca Centrale. Lo dimostra l'esistenza degli strumenti di conversione delle criptovalute in moneta legale (e viceversa) e l'uso ormai sempre più frequente delle criptovalute come mezzo di pagamento (anche al dettaglio). Di fronte al fenomeno reale risulta vano contrastare la loro natura di equipollenti monetari e invocare addirittura l'avvento di leggi repressive che ne vietino la produzione "alchemica". Piuttosto è il caso di invocare, anche per loro, il governo della moneta da parte della Banca Centrale, sia in sede di conversione di moneta legale, sia in sede di applicazione degli strumenti di governo della base monetaria, che oramai comprende anche le criptovalute in qualità di equipollente monetario. È questa la nuova "frontiera" della sovranità monetaria delle banche centrali. All'orizzonte si prospettano delle novità future per la sovranità monetaria: l'Euro digitale e i provvedimenti monetari creati dall'intelligenza artificiale. Entrambi presentano profili altamente problematici che il testo si sforza di evidenziare.