Studi Urbani E Regionali Libri
Libri pubblicati nella collana Studi Urbani E Regionali Napoli
Non è così facile. Politiche urbane a Napoli a cavallo del secolo Belli Attilio - Franco Angeli, 2007 - Studi Urbani E Regionali
A Napoli le politiche urbane messe in campo negli anni '90 e nei primi anni del 2000 compongono un quadro molto variegato. Guardando alle interazioni tra attività di governance, mondi sociali degli attori urbani e "capacità istituzionale", sembra emergere un insufficiente adeguamento delle nuove forme di governo della città e del territorio. Che resta impacciato dalla "lentezza" del cambiamento delle tradizionali forme di government. Eppure, nelle città e nelle regioni urbane in competizione si rafforza sempre più l'esigenza di una capacità istituzionale in grado di sperimentare la costruzione di attori collettivi immersi in processi creativi di contrattazione. La capacità istituzionale - nella prospettiva con cui il libro guarda al governo di Napoli nel passaggio del secolo - non riguarda soltanto il coinvolgimento degli attori forti e l'intensificazione delle forze emergenti, ma anche la messa in gioco di aspetti decisivi dell'interazione sociale, quali le risorse cognitive, relazionali, fiduciarie e di co-operazione. Capacità istituzionale che, in questo senso allargato, è anche mobilitazione di conoscenze e di risorse relazionali per l'agire collettivo, è apertura alle competenze e alle intelligenze individuali emergenti dalla società locale. La narrazione di alcuni casi esemplari della realtà partenopea, volutamente selezionati da settori diversificati di politiche, porta a concludere che, sebbene nessuno, alla metà degli anni novanta, aveva pensato che tutto fosse "così facile".
Regimi urbani e grandi eventi. Napoli, una città sospesa Vitellio Ilaria - Franco Angeli, 2010 - Studi Urbani E Regionali
Fin dalle origini i grandi eventi si sono presentati come dispositivi in grado di accelerare la trasformazione urbana e di rappresentare il potere. Ma mentre prima si trattava di un potere "su", oggi - nella prospettiva della governance - emerge un potere "di". I grandi eventi si presentano infatti non solo e non tanto come occasioni con cui le città costruiscono manufatti simbolici e sistemi di mobilità, tesi alla cattura di risorse economiche esterne e di flus turistici, ma piuttosto come dispositivi di innesco per la costruzione di este territorialità, materiali e immateriali, i cui effetti moltiplicativi appaiono giocarsi sulle fertili e reciproche relazioni che attivano. Ciò solleva questioni relative alla capacità degli eventi di presentarsi come fratture dell'esperienza, meccanismi generatori di nuove forme di governo e mappe sociali della memoria, operatori di connessioni multiple con cui dialogano la città che si rappresenta e quella che si esprime. I grandi eventi, dunque, com opportunità di mutamento possibile, in grado di catalizzare e dinamizzare risorse lungo processi estesi di rigenerazione della città e nei suoi aspetti materiali e immateriali. Eventi come processi esplorativi, pre-testi narrativi scatenanti il senso dei mutamenti possibili, inneschi per generare nuove corni occasioni cumulative dove sperimentare percorsi autonomi e inediti che fanno leva su quella capacità di dar voce al patrimonio immateriale sedimentato nei paesaggi, territorializzato nella memoria e nei saperi diffusi.