Libri sulla scultura

Manuali di scultura, tecniche plastiche e storia dell'arte tridimensionale

La scultura è una delle arti visive più antiche, capace di dare forma tridimensionale alla materia attraverso tecniche che spaziano dalla lavorazione della pietra alla fusione dei metalli. Il catalogo comprende volumi illustrati dedicati alla storia della scultura dalle origini classiche fino all'arte contemporanea, con approfondimenti sulle tecniche di lavorazione dei diversi materiali. Sono disponibili anche monografie dedicate ai grandi maestri della scultura di ogni epoca. Letture indicate per studiosi di storia dell'arte e appassionati di scultura. Acquista online su Unilibro.
Lettera sulla scultura libro
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LIBRO   9788877261762

Lettera sulla scultura Hemsterhuis Frans  Matassi E. (Cur.)   -  Aesthetica, 2022

Hemsterhuis interviene nel grande dibattito settecentesco (Crousaz, Hutcheson, Batteux, Montesquieu) sulla definizione della bellezza come "unità nella molteplicità" in modo assolutamente originale ed innovativo. Egli infatti identifica l'unità col "minimum" di tempo in cui un molteplice può essere colto nella sua totalità, con l'ulteriore specificazione che quest'ultima deve rappresentare un "maximum" di idee. La definizione della bellezza come risultato di una correlazione inversamente proporzionale fra un valore massimale (il gran numero d'idee) ed uno mimale (la temporalità) produce conseguenze radicali: «il bello non ha alcuna realtà in se stesso», la bellezza è l'esito di un processo antropologico che comporta il superamento qualitativo e non la mera imitazione della natura.

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Lettera sulla scultura libro
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LIBRO   9788877260345

Lettera sulla scultura Hemsterhuis Frans  Matassi E. (Cur.)   -  Aesthetica, 1994  - 

Hemsterhuis interviene nel grande dibattito settecentesco (Crousaz, Hutcheson, Batteux, Montesquieu) sulla definizione della bellezza come "unità nella molteplicità" in modo assolutamente originale ed innovativo. Egli infatti identifica l'unità col "minimum" di tempo in cui un molteplice può essere colto nella sua totalità, con l'ulteriore specificazione che quest'ultima deve rappresentare un "maximum" di idee. La definizione della bellezza come risultato di una correlazione inversamente proporzionale fra un valore massimale (il gran numero d'idee) ed uno mimale (la temporalità) produce conseguenze radicali: «il bello non ha alcuna realtà in se stesso», la bellezza è l'esito di un processo antropologico che comporta il superamento qualitativo e non la mera imitazione della natura.

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