Affinita Elettive Edizioni Libri
Libri editi da Affinita Elettive Edizioni con argomento Jesi STILE DI VITA, SPORT E TEMPO LIBERO
Al voto, al voto! Politica ed elezioni a Jesi dalla Liberazione alla fine del «centrismo» (1944-1961) Girolimini Ernesto Lasca Leonardo - Affinità Elettive Edizioni, 2024 - Storia, Storie
La vicenda politica, elettorale e amministrativa di Jesi, dalla stagione della Liberazione fino all'intero decennio centrista (1944-1961). La pubblicazione, attraverso una documentazione in parte inedita, approfondisce vicende di quell'arco di tempo, andando così a integrare le pubblicazioni a carattere prevalentemente memorialistico dello stesso periodo. È la stagione della conquista della democrazia e della repubblica, che ricostruisce la città dopo i danni della guerra, che affronta il grave problema della disoccupazione e dello sviluppo economico. Protagonisti di questa vicenda sono i partiti politici jesini, con i loro esponenti: da Carotti (Pri) a Borioni (Psi), da Bordoni (Dc) a Contuzzi (Pci). Il tutto avviene in uno scenario caratterizzato anche a Jesi dalla "guerra fredda" e dall'acceso scontro tra "centristi" e sinistra, tra mondo cattolico, in campo con i suoi "Comitati Civici" e "Fronte popolare" composto da comunisti e socialisti. È Pacifico Carotti, azionista e poi repubblicano, a guidare la città dal 20 luglio 1944 al 1956, con il sostegno, ma anche il polemico confronto, della Dc e del Psdi, riproponendo lo storico scontro tra clericali e anticlericali.
Jesi città regia Molinelli Raffaele - Affinità Elettive Edizioni, 2004 - Centro Studi Marchigiano Di Jesi
Jesi città regia - Affinità Elettive Edizioni
Bandiera rossa sul campanile. Antifascisti (e fascisti) a Jesi Cascia Aroldo Rosini Patrizia - Affinità Elettive Edizioni, 2014 - Storia, Storie
"Gli autori di questo volume non dimenticano mai da che parte stare, ma lo fanno da storici e non da tifosi, ben sapendo che ogni avvenimento, ogni personaggio, deve passare la verifica storica e questa deve essere sempre onesta fino in fondo. Ben sapendo, in fin dei conti, che è proprio nel dna dell'antifascismo il rispetto della verità. Solo allora lo storico può procedere nel suo lavoro e scoprire che l'antifascismo, prima di essere un valore, o proprio per diventare tale, è stato il percorso umano di donne e di uomini che hanno vissuto sulla loro pelle il travaglio di chi non accettava le regole di un sistema totalitario, negatore delle libertà fondamentali. Forse solo attraverso la ricostruzione delle loro esperienze, individuali e poi collettive, si arriva a percepire il valore storico dell'antifascismo e la sua attualità". (Dalla Prefazione di Massimo Papini)