Alpes Italia Libri
Libri editi da Alpes Italia con argomento Violenza Problemi e processi sociali
La violenza non ha sesso. Alle radici della relazione malata Baiocchi Antonella - Alpes Italia, 2019 - Psiche E Dintorni
Cosa capita alla relazione affettiva? Perché persone al di sopra di ogni sospetto, anche appartenenti alla propria sfera affettiva (partner, genitori, figli, vicini, colleghi) si trasformano in spietati aguzzini? Come mai l'Amore è sempre più associato alla parola Morte e ad avere la peggio sono, solitamente, le donne? L'autrice ritiene che il nucleo del problema sia nell'analfabetismo psicologico, piaga del terzo millennio, che tra le gravose conseguenze, induce alla gestione dicotomica delle divergenze, "un vero e proprio programma infetto", che prevede la prevaricazione di uno dei poli della relazione e il conseguente fallimento del Reciproco Rispetto: "Chiunque gestisce le divergenze in modo dicotomico (indipendentemente dal sesso, dall'età e dallo stato di salute), quando si troverà nella posizione di Forza (fisica, economica, di ruolo, psicologica), tenderà a prevaricare l'interlocutore in posizione di Debolezza: donne ed uomini 'fragili, bambini, anziani, animali". È innegabile che le donne rispetto agli uomini siano socialmente svantaggiate e maggiormente esposte alla vittimizzazione, anche criminale, ma per debellare la violenza, è necessario capire che il killer da combattere non è il maschio, ma l'analfabetismo psicologico di cui sono vittima sia gli uomini che le donne! L'autrice afferma che la violenza non ha sesso, né età, né cultura, né razza e suggerisce di sostituire la miriade di neologismi che si coniano per specificare i diversi tipi di vittime (femminicidio, femicidio, infanticidio, uxoricidio, etc.) con un neologismo unico rappresentativo dí ogni tipologia di vittima: il termine Debolicidio, inteso come prevaricazione/uccisione di chi si trova in situazione di debolezza. Questo libro vuol essere un contributo alla crimino-genesi della violenza nella relazione affettiva: stravolge i rassicuranti confini tra il bene e il male, il giusto e l'ingiusto, la normalità e la devianza ed impedisce di banalizzare questi atti cruenti come esiti di raptus, follia o violenza di genere. Prefazione di Cinzia Tani.
La violenza. Le responsabilità di Caino e le connivenze di Abele Fargnoli Amato Luciano Moretti Sonia Scardaccione Gilda - Alpes Italia, 2010
La violenza. Perché si è pensato di cominciare proprio da qui? Perché simbolicamente si è pensato di collegare il primo atto violento della storia dell'umanità che è consistito in un omicidio, ancor più precisamente in un fratricidio, che ha il compito di toccare, in alcuni casi approfondire, questa esperienza umana che è nello stesso tempo tragica, ma fondante una riflessione su tutto ciò che la determina, la costituisce e la genera. La violenza, tema centrale nelle relazioni sia interpersonali sia collettive, dimensione propria dell'essere umano che trova molteplici espressioni sia nell'immediato della prevaricazione dell'uomo sull'uomo, sia una forma di organizzazione sociale delle relazioni umane basata sulla sopraffazione di un gruppo sugli altri. La forma più devastante è la guerra, intesa come la più alta espressione della violenza tra gli esseri umani. Nel volume verranno prese in considerazione gli aspetti più arcaici della violenza: dove nasce, qual è il terreno di coltura nel quale matura e quali sono gli scenari sociali, ma anche interpersonali, nei quali essa si esprime. Dunque la violenza da atto privato squisitamente interpersonale ad azione collettiva.
«Baby gang» come prevenirle? Guida per genitori, insegnanti, istituzioni Mandese A. (Cur.) De Risio A. (Cur.) Salvanelli G. (Cur.) - Alpes Italia, 2018 - Antisocialità E Prevenzione
Quando i mass media ci parlano di atti delittuosi efferati compiuti da ragazzi molto giovani, talvolta addirittura quasi bambini, noi restiamo quasi "tramortiti", senza parole di fronte alla ferocia e alla gratuità di questi gesti. Pensiamo che si sia andati a finire "oltre ogni limite pensabile". Il rischio di una simile reazione è quello di relegare questi comportamenti in una categoria, definibile come mostruosa e pertanto distante da noi. Reagendo così ci allineeremmo con la logica repressiva ed emarginante imperante nella cultura del nostro paese. Ma limitarsi a relegare persone e loro comportamenti in categorie con l'etichetta di mostruosità equivale a castrare qualsiasi possibilità di comprensione profonda e multi-sfaccettata del fenomeno necessarie alla prevenzione. La finalità di questo lavoro è quella di ribaltare questa impostazione, nella convinzione che il migliore metodo per contenere l'entità di un problema è conoscerlo per prevenirlo. Il fenomeno delle baby gang, sempre più frequente come fatto di cronaca nera, sarà analizzato da un punto di vista psicologico, sociologico, criminologico e geodetico fornendo indicazioni, anche pratiche, per la sua prevenzione.