Aragno Libri
Libri editi da Aragno con argomento Rivoluzione SOCIETÀ E SCIENZE SOCIALI
La delinquenza nella Rivoluzione francese Lombroso Cesare - Aragno, 2021 - Biblioteca Aragno
La Storia è sancita da un capriccio, l'uomo agisce da sonnambulo, ignaro che tra agnello e lupo, tra carne e carnefice, tra preda e predatore la distanza è una finestra, una filastrocca. Più che guida, egli è guidato dai dettami della bramosia, dalla necessità di uccidere, da ambigue ambizioni. In una frase, di epigrafica sapienza, Cesare Lombroso dice tutto: "Quella che si suole chiamare Rivoluzione dell'89, non fu che una grande rivolta e un grande delitto politico che servì ad aumentare una triste serie di comuni delitti". In una frase, appunto - sintetica sentenza che identifica la geologia dello stile, la prestanza stilistica - Lombroso riassume i temi fondamentali del dibattito: la Rivoluzione francese non fu una rivoluzione, "effetto lento, preparato, necessario... espressione storica della evoluzione" ma una rivolta, "precipitosa, artificiale", che risponde "a cause poco importanti, non di rado locali". La rivoluzione comporta un cambiamento radicale, la rivolta una muta superficiale, mediata, mediatica, presto sopita. La rivolta, soprattutto, è affamata di sangue, si afferma nel sangue, ne ha bisogno, proclama la felicità - "Lo scopo della società è la felicità comune", recita il primo articolo della Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino del 1793 - perché propugna l'infelicità.
La rivolta ideale Oriani Alfredo Ornaghi L. (Cur.) - Aragno, 2015
Scritta in cento giorni e pubblicata nel 1908, l'anno prima della morte dell'autore, "La rivolta ideale" rappresentava, a giudizio di Oriani stesso, il suo "libro migliore". Che però, era stato ancora Oriani a temere così, o a presagirlo, "cascherà nel solito pozzo del silenzio". Il modo in cui il volume viene inizialmente accolto sembra avverare la premonizione dello scrittore faentino. Soltanto dopo alcuni anni l'attenzione e l'interesse si accendono, all'improvviso e inaspettati, allorché l'editore Laterza, ricorrendo al consiglio di Benedetto Croce, incomincia a ristampare numerose opere di Oriani e, per la loro "viva ricchezza spirituale", le segnala come il frutto di "un artista oggettivatore di drammi d'anime". Il successo arriva con il fascismo. Ed è un successo grande, che crescerà lungo tutta l'età fascista. L'opera-testamento di Oriani è riuscita a sfuggire alla dannazione cui la fortuna nell'età del fascismo sembrava inesorabilmente destinarla. Come se una sorta d'irregolare andamento ciclico ne guidasse le sorti sin dagli anni in cui la sua nascita venne avvolta dal silenzio, "La rivolta ideale" manifesta una sorprendente attualità nelle stagioni della storia più pesanti o ristagnanti.