Bollati Boringhieri Libri
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- 9788893233538 Qualcuno era comunista
- 9788832296303 Opere maggiori
Mussolini ha fatto anche cose buone. Le idiozie che continuano a circolare sul fascismo Filippi Francesco - Bollati Boringhieri, 2019 - Temi
Dopo oltre settant'anni dalla caduta del fascismo, mai come ora l'idra risolleva la testa, soprattutto su Internet, ma non solo. Frasi ripetute a mo' di barzelletta per anni, che parevano innocue e risibili fino a non molto tempo fa, si stanno sempre più facendo largo in Italia con tutt'altro obiettivo. E fanno presa. La storiografia ha indagato il fascismo e la figura di Mussolini in tutti i suoi dettagli e continua a farlo. Il quadro che è stato tracciato dalla grande maggioranza degli studiosi è quello di un regime dispotico, violento, miope e perlopiù incapace. L'accordo tra gli studiosi, che conoscono bene la storia, è piuttosto solido e i dati non mancano. Ma chi la storia non la conosce bene - e magari ha un'agenda politica precisa in mente - ha buon gioco a riprendere quelle antiche storielle e spacciarle per verità. È il meccanismo delle fake news, di cui tanto si parla in relazione a Internet; ma è anche il metodo propagandistico che fu tanto caro proprio ai fascisti di allora: «Dite il falso, ditelo molte volte e diventerà una verità comune». Per reagire a questo nuovo attacco non resta che la forza dello studio. Non resta che rispondere punto su punto, per mostrare la realtà storica che si cela dietro alle «sparate» della Rete. Perché una cosa è certa: Mussolini fu un pessimo amministratore, un modestissimo stratega, tutt'altro che un uomo di specchiata onestà, un economista inetto e uno spietato dittatore. Il risultato del suo regime ventennale fu un generale impoverimento della popolazione italiana, un aumento vertiginoso delle ingiustizie, la provincializzazione del paese e infine, come si sa, una guerra disastrosa. Basta un'ora per leggere questo volume, e sarà un'ora ben spesa, che darà a chiunque gli strumenti per difendersi dal rigurgito nostalgico che sta montando dentro e fuori il chiacchiericcio sguaiato dei social. Prefazione di Carlo Greppi.
Autopsia di un falso. I «Diari» di Mussolini e la manipolazione della storia Franzinelli Mimmo - Bollati Boringhieri, 2011 - Nuova Cultura
Da oltre cinquant'anni diari attribuiti a Mussolini compaiono e scompaiono, in scenari che coniugano affarismo e sconsiderato revisionismo storico. Il punto di svolta è segnato, nel novembre 2010, dalla pubblicazione dei Diari di Mussolini (veri o presunti) 1939: cinque agende rinvenute dal senatore Marcello Dell'Utri in Svizzera sono presentate come la rivelazione del "volto umano" del duce, pacifista e amico degli ebrei, intimamente avverso a Hitler e preoccupato soltanto della "sua" Italia. Un testo, insomma, che - se fosse vero - costringerebbe gli storici a riscrivere la biografia di Mussolini e a reinterpretare le vicende del Novecento. Mimmo Franzinelli lo smonta con gli strumenti dell'analisi testuale e della ricerca storiografica e svela che si tratta di un manufatto fabbricato da specialisti in apocrifi mussoliniani. Un'indagine rigorosa mette in evidenza incongruenze, anacronismi ed errori che caratterizzano i presunti diari e ne dimostra l'assoluta inverosimiglianza. Il lettore apprenderà, tra l'altro, quali sono le fonti - dai diari di Ciano ai quotidiani del regime - cui i falsari hanno generosamente attinto per la stesura di quelle pagine. "Autopsia di un falso" raffronta inoltre la vicenda editoriale dell'agenda 1939 con i falsi diari di Hitler lanciati nel 1983 dal gruppo editoriale Stern e illustra caratteri e modalità della massiccia operazione mediatica che ha accompagnato la pubblicazione dei Diari mussoliniani.
Storia delle Repubbliche italiane Sismondi Simonde De - Bollati Boringhieri, 1996 - Pantheon
Molto popolare nella penisola, dove ebbe più traduzioni sia nella versione integrale sia in quella ridotta, si può dire che l'opera accompagnò tutta la fase risorgimentale con i suoi accenti romantici di filantropia, patriottismo e dignità umana. Ridotta all'essenziale una narrazione che originariamente si dispiegava per 16 volumi, questo testo che viene da lontano, quando la modernità politica italiana avrebbe potuto imboccare strade diverse e alternative, si presta a una lettura insieme storica e politica.