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Libri editi da Bompiani con argomento Religione Religione e fede
Filosofia e religione. Testo spagnolo a fronte Unamuno Miguel De Savignano A. (Cur.) - Bompiani, 2013 - Il Pensiero Occidentale
L'opera di Unamuno, che presenta tutti i tratti di organicità e sistematicità, non sarebbe comprensibile pienamente se non se ne evidenziassero le basi filosofiche e le preoccupazioni teologiche. È infatti alla luce di una filosofia della religione che le ricerche incentrate sull'unico problema, quello dell'ansia immortale di immortalità dell'uomo concreto, pervengono ad una prospettiva coerente ed unitaria anche se ciò non esclude un'evoluzione intellettuale ed esistenziale. Unamuno è un autentico uomo religioso che ha vissuto una struggente quanto tragica ansia di eternità, di sete di Dio, pur non avendo abbracciato totalmente nessun credo religioso positivo, giacché egli ha sempre reagito con veemenza contro ogni tentativo di volerlo incasellare. Unamuno è fautore di una religione poetica, issata sull'esperienza della parola creatrice, mediante la quale non soccombe alla tentazione del nulla. I nuclei fondamentali della riflessione unamuniana ruotano intorno a due temi, i quali rappresentano, per così dire, due facce della stessa medaglia: l'ansia per il destino umano e la preoccupazione per la personalità, da non intendersi in senso psicologico, ma etico-esistenziale, come emerge sia nell'opera sul "Sentimento tragico della vita" (1913) sia nei celebri poemi dove ribadisce che "Il fine della vita è di farsi un'anima".
Prego Dio che mi liberi da Dio. La religione come verità e come menzogna Vannini Marco - Bompiani, 2010 - I Grandi Passaggi Bompiani
Il dibattito tra credenti e non credenti, atei e cristiani, laici e laicisti infiamma tutti i settori della società. Eppure esso si svolge per lo più a un livello di superficie, tanto che si ha l'impressione che i ruoli si confondano: che i veri credenti siano gli atei, che i laici portino avanti ragioni che i chierici dimenticano e che le motivazioni dei laicisti combacino, per una strana alchimia, con quelle dei cattolici più ortodossi. Questi paradossi, come mostra Marco Vannini in questa riflessione, hanno radici profonde e non sono per nulla casuali: consistono nella dimenticanza di una serie di categorie che hanno attraversato la tradizione più alta dell'Occidente, a partire dalla filosofia greca, attraverso i mistici e i filosofi della modernità, sino a personalità come Simone Weil. Che Dio sia Spirito; che la religione sia essenzialmente un rapporto nello Spirito in cui Dio e uomo si muovono l'uno verso l'altro, l'uno nell'altro; che la vera religione sia uno spogliarsi della propria volontà, liberarsi dalla costrizione delle cose del mondo per entrare in una dimensione di libertà, di grazia. Questi concetti si sono via via eclissati a favore di rappresentazioni più comode di Dio e della religione, spesso ridotta a una dottrina morale, a una serie di precetti fisici, addirittura sessuali. E di questo oblio colpevoli non sono tanto i laici o gli atei ma, piuttosto, chi di questa tradizione doveva farsi depositario e custode: la Chiesa.
Atene e Gerusalemme. Testo francese e russo a fronte Sestov Lev Paris A. (Cur.) - Bompiani, 2005 - Il Pensiero Occidentale
Pubblicato in edizione francese (1938), e postumo in edizione russa (1951), questo testo condensa il frutto dell'intero itinerario filosofico dell'ebreo russo Lev Sestov (Kiev 1866 - Parigi 1938). L'analisi della questione del "sapere come problema" e "il rapporto tra il sapere e il male nel mondo" è l'obiettivo essenziale del libro, in cui l'autore disegna un percorso che va dalla filosofia alla religione interrogandosi sulle pretese della prima a esaurire il dominio della verità. Il volume presenta in traduzione italiana i testi delle edizioni russa e francese, mettendo a disposizione del pubblico un'opera rilevante della filosofia della religione contemporanea, oggetto attualmente di rinnovato interesse.