Carocci Libri
Libri editi da Carocci con argomento Fiabe LETTERATURA E STUDI LETTERARI
Le fiabe Marazzini Claudio - Carocci, 2004 - Le Bussole
Il testo illustra i rapporti tra fiaba, narrativa e mito. Presenta le grandi raccolte delle varie nazioni e le raccolte 'd'autore', affronta i problemi legati al reperimento del materiale, alla registrazione, alla trascrizione, alla 'purezza' e autenticità del repertorio, alle innovazioni 'moderne', alle contaminazioni, allo stile del narrare popolare. Il soggetto è la fiaba orale considerata nella sua superficialità, ma il riferimento va anche agli studi teorici generali dei Grimm, alla mitologia comparata, a Propp, alla scuola finnica, fino al saggio di Bogatyrëve Jakobson che ha equiparato la trasmissione dei testi folclorici al meccanismo dell'innovazione linguistica.
La favola Rodler Lucia - Carocci, 2007 - Le Bussole
Spesso confusa con la fiaba, la favola è il genere letterario che nasce con Esopo e Fedro per offrire consigli morali attraverso una scrittura allegorica, che vede perlopiù gli animali come protagonisti. Il volume delinea la morfologia (aspetti formali, articolazione spaziale e temporale, sistema dei personaggi e dei valori) e la storia di un genere che gode di notevole fortuna, soprattutto con La Fontaine e Lessing, fino a quando viene travolto dal successo della fiaba e del romanzo ottocenteschi. Con tratti in parte deformati, la favola riappare nel Novecento in forma di parodia e citazione, ma soprattutto nel nuovo genere ibrido del romanzo favolistico di Orwell, Bach e Sepúlveda.
Trattati sulla favola. Ediz. italiana e tedesca Lessing Gotthold Ephraim Rodler L. (Cur.) - Carocci, 2004 - Piccola Biblioteca Letteraria
I cinque trattati sulla favola di Lessing costituiscono uno studio teorico sul genere letterario di Esopo, Fedro, La Fontaine. Sostenitore convinto della funzione filosofica della fiaba, l'autore sottolinea il valore pedagogico dello zoomorfismo dei personaggi, in un'analisi che definisce i termini per riconsiderare un genere criticamente trascurato. Tra John Locke, che considerava la favola un utile mezzo per riempire la mente vuota dei bambini con buone lezioni di morale, e Jean-Jacques Rousseau, che la detestava per le sottigliezze incomprensibili al pubblico infantile, Lessing assume una posizione intermedia, giudicando la favola una sorta di strumento maieutico che attiva l'intelligenza morale latente nell'uomo.