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Libri editi da Carocci con argomento Pragmatismo Storia della filosofia occidentale
Il pragmatismo. Dalle origini agli sviluppi contemporanei Calcaterra R. M. (Cur.) Maddalena G. (Cur.) Marchetti G. (Cur.) - Carocci, 2015 - Studi Superiori
Il pragmatismo svolge un ruolo particolarmente rilevante nel dibattito culturale odierno. Utilizzato come strumento da molte filosofie che caratterizzano l'eclettismo contemporaneo, avversato dalle scuole filosofiche più radicali, proposto come via originale della contemporaneità dai suoi difensori più estremi, esso dimostra la sua vitalità creando nuovi spazi integrativi sul piano sia teorico sia storiografico. Il volume, che raccoglie i contributi dei migliori specialisti italiani della materia, presenta una genealogia che parte dal protopragmatismo di Emerson e giunge fino ai nostri giorni. Si offre così la possibilità di confrontarsi con il canone classico del pragmatismo di fine Ottocento-inizio Novecento, con le conseguenze e le appropriazioni dei suoi temi al di fuori della stretta osservanza del pensiero dei fondatori, con la ripresa contemporanea e alcuni interessanti sviluppi del dibattito in corso. Da questo confronto biologicamente preciso emerge il contributo attuale di uno dei fenomeni culturali più interessanti dell'ultimo secolo.
Pragmatismo: i valori dell'esperienza. Letture di Peirce, Kames, Mead Calcaterra Maria Rosa - Carocci, 2003 - Biblioteca Di Testi E Studi
La ricerca dei fondamenti ultimi della conoscenza e della razionalità è da tempo considerata problematica e infeconda. In alternativa, parte del pensiero contemporaneo si è impegnato ad esplicitare le diverse funzioni e istanze che intessono l'attività conoscitiva e razionale, introducendo apparati concettuali che pregiudicano fortemente l'istanza fondazionalista della filosofia moderna. Questo volume esplora il pragmatismo di Peirce, James e Mead rispetto a tale orientamento, rintracciando nella loro complessa versione del concetto di esperienza i presupposti di un discorso filosofico che insiste sulla natura interpretativa e perciò sempre fallibile dei processi cognitivi, senza tuttavia cedere agli esiti scettici della crisi del fondazionalismo.