Castelvecchi Libri
Libri editi da Castelvecchi con argomento Partito Democratico EUROPA
Un partito sbagliato. Democrazia e organizzazione nel Partito democratico Floridia Antonio - Castelvecchi, 2019 - Nodi
A dieci anni dalla sua fondazione, e dopo la pesante sconfitta elettorale del 4 marzo 2018, il Partito Democratico vive una condizione di crisi molto grave. È ancora riformabile questo partito? In genere, le ricette che vengono proposte riguardano la linea del partito, la sua strategia, o si limitano a evocare la necessità di una nuova leadership. Ma è sufficiente tutto ciò? Non sarà forse necessario guardare più a fondo, ossia allo stesso impianto genetico, ai tratti che ne hanno contraddistinto, fin dall'inizio, il profilo politico-culturale e il modello organizzativo? Questo saggio offre un utile contributo su temi spesso trascurati nelle discussioni correnti e che non riguardano solo il Pd. Con un interrogativo di fondo: è possibile una democrazia senza partiti degni di questo nome? Ed è possibile un'altra idea di partito? Prefazione di Nadia Urbinati.
Le belle bandiere e il colore perduto del PD Barcellona Mario - Castelvecchi, 2019 - Nodi
L'identità della sinistra, senza più l'orizzonte socialista in cui era cresciuta, si è usurata quasi ovunque in Occidente. Le società contemporanee, frammentate e singolarizzate, hanno dissolto in un'universale liquidità il legame sociale che le teneva unite nel Novecento: élite e popolo si presentano ormai come due pezzi di mondo diversi tra i quali ogni comunicazione si è interrotta. È successo anche in Italia, dove il Partito democratico si è trasformato in un partito di centro, sempre più indifferente verso chi rimane indietro, ai margini del benessere e della sicurezza, e sempre più compiacente verso chi esibisce potere e successo. Nonostante questo, l'anima della sinistra sopravvive, anche se spaesata e senza dimora. Il Pd potrà tornare a esserne la casa solo se ridesterà l'idea che "non ci si salva da soli" e se al posto del singulus tornerà a insediare l'individuo sociale: levando «le belle bandiere», le ragioni della sinistra che ancora parlano all'oggi, agli esclusi, ai precari, a chi non percepisce abbastanza per un'esistenza autentica, serena e rispettabile, a chi chiede dignità e speranza, a chi soffre le solitudini di questo tempo, a chi, non mancando di tutte queste cose, ha tuttavia «fame e sete di giustizia».
Senza sinistra. Il PD e le occasioni mancate Borgna Gianni - Castelvecchi, 2014 - Rx
Dalla svolta del 1989 ad oggi la storia della Sinistra è un rosario di occasioni mancate. "Tutto è banale, scontato, uguale a se stesso. Come se si volesse perdere volontariamente, per una strana e malata coazione a ripetere". Un saggio puntuale e dalle conclusioni amare quello di Gianni Borgna. Che rimanda indietro la pellicola di questi ultimi 25 anni di storia italiana per cercare di dare una risposta alle anomalie e alla fragilità dei vari partiti nati dalla fine del Pci. I cui eredi, sono passati in una manciata di lustri da Enrico Berlinguer a Matteo Renzi. Ma senza una bussola con cui orientarsi. La dissoluzione del Partito comunista, sostiene l'autore, avrebbe dovuto favorire "la creazione di una nuova formazione politica, non meno ma più di Sinistra, non meno ma più radicalmente riformatrice". Nei fatti, però, il partito, o meglio, i vari partiti nati da quella svolta (Pds, Ds, Pd), si sono caratterizzati in maniera molto diversa. Ci fu, insomma, un "grande sconquasso", ma non si vide neanche la copia sbiadita di una vera Bad Godesberg. Il Pd, che avrebbe dovuto essere la sintesi di storie diverse, è finito per diventare un assemblaggio mal riuscito, privo di "un vero, coerente, conseguente radicalismo riformatore". Senza nostalgie per il passato - anche se con aperto un riconoscimento alle virtù politiche di Palmiro Togliatti, "il più grande leader della Sinistra italiana, l'unico ad avere la statura di un vero uomo di Stato" - Borgna si interroga sul presente...