Congedo Libri
Libri editi da Congedo con argomento Lecce Chiese Italia
Il complesso di S. Maria del Tempio Lecce. Scavi (2011-2012) Caprino Patricia Ghio Fabrizio Sasso Michele A. - Congedo, 2013 - Dip. Beni Culturali
Il volume presenta i dati emersi dalle indagini archeologiche condotte a Lecce in piazza Tito Schipa negli anni 2011-2012, nell'ambito dei lavori di riqualificazione dell'area. Il primo capitolo ripercorre le vicende storiche dell'area, dalla fondazione del convento dei Minori Osservanti nel XIV secolo fino alla trasformazione dell'edificio in caserma, a seguito della soppressione sabauda, ed alla definitiva demolizione del complesso nel 1971.La seconda parte è dedicata alla presentazione dei dati di scavo ed alla illustrazione dei materiali rinvenuti (iscrizioni, monete, oggetti metallici). Un'ampia sezione è riservata all'importante contesto rappresentato dall'immondezzaio rinvenuto all'interno del chiostro maggiore, che ha restituito una grande quantità di reperti (ceramiche, vetri, oggetti in metallo ed osso, fauna), inquadrabili in un orizzonte cronologico compreso fra la metà del XV e la fine del XVI secolo. Nelle conclusioni si propone una lettura complessiva delle vicende costruttive del complesso, elaborata sull'analisi delle strutture messe in luce e sui documenti storici, insieme ad una ricostruzione della vita quotidiana e delle attività del convento.
L'abbazia dei Santi Niccolò e Cataldo. Lecce Cazzato Mario - Congedo, 2018 - Mini Guida
L'abbazia dei SS. Niccolò e Cataldo fu fondata dal conte di Lecce Tancredi, ultimo della stirpe normanna degli Altavilla, entro il 1179, perché del settembre successivo, il 1180, è il diploma costitutivo ufficiale come, tra l'altro, è ricordato da due sibilline epigrafi in versi leonini, ritenute l'esempio stilisticamente più compiuto di tale scrittura celebrativa. Nell'epigrafe sul portale laterale che immette nel chiostro del XVI secolosi è voluto individuare il "mastro" o l'architetto che, per conto di Tancredi, innalzò il complesso conventuale che, come quello coevo del duomo di Monreale, fu affidato ai benedettini e arricchito di un notevole patrimonio costituito da possedimenti che confinavano con la nuova fondazione, prossima alla città, e arrivavano fino alla marina. L'abbazia dipendeva direttamente dalla Santa Sede. L'incremento del patrimonio fu sempre costante nel tempo e Ugo di Brienne, per esempio, donò il fiume Idume compresi i paludosi terreni confinanti.