Cuec Editrice Libri
Libri editi da Cuec Editrice con argomento Archeologia Sarda Archeologia per periodo e regione
Tracce. Il primo popolamento dell'isola di Sant'Antioco Vacca Giampiero - Cuec Editrice, 2009 - University Press-Archeologia
"Tracce" si occupa della prima frequentazione umana nel Neolitico e di un complesso periodo di transizione che fu l'età del Rame, epoche nel corso delle quali la Sardegna appare inserita nella rete di contatti e scambi nel Mediterraneo e vive una stagione di grande fioritura culturale, talvolta testimoniata da "tracce", non sempre di facile comprensione. Per questo motivo il titolo evoca in modo appropriato i caratteri delle testimonianze presenti nel territorio, spesso inedite e scoperte dallo stesso Autore, che con attenzione ha saputo individuarle e con un moderno approccio metodologico ha saputo interpretarle. Il saggio è teso a ricostruire e comprendere le linee essenziali della territorializzazione dell'Isola di Sant'Antioco lungo tre millenni, a partire dai più lontani indizi della presenza dell'uomo oltre 7500 anni fa e spiega il senso di un'indagine che, attraverso oggetti, luoghi d'abitato, monumenti sepolcrali, passi in rassegna lo sviluppo delle comunità di pescatori, cacciatori e agricoltori neolitici fino a giungere alle soglie delle comunità complesse dell'età del Bronzo.
La morte nella vita dei sardi. Simbologie nei manufatti tessili funebri Saderi Marialisa - Cuec Editrice, 2016 - Ambiente, Paesaggio, Cultura
Nel 1960 l'archeologo inglese James Mellaart scopre Çatal Hüyük, nel cuore dell'altopiano anatolico, una straordinaria città fiorita 9.000 anni fa. Gli stupendi affreschi delle sue case-tempio narrano una storia grandiosa e antichissima: quella dell'ascesa e caduta del mito della Grande Madre. Giuseppe Sermonti, biologo, ricostruisce, in un suo recente lavoro, un'affascinante trama di risonanze e di rimandi che, partendo da quelle figure, attraversa la cultura greca classica, per giungere fino ai nostri giorni. Il ricordo della scoperta di Çatal Hüyük e della recente pubblicazione di Sermonti ci fanno cogliere il respiro delle pagine dello studio di Marialisa Saderi: la ricerca di riscontri formali di segni, che col tempo diventano vie più indecifrabili, riportati sui tappeti sardi, nello specifico sui tapinu e sulle fressadas. L'impresa che la studiosa ha intrapreso è dura, piena di insidie scientifiche, ma c'è la necessità di capire determinati temi della cultura sarda, e di capirli a fondo, per quanto sia ancora possibile a noi uomini e studiosi del XXI secolo. Le conclusioni della studiosa sono destinate a entrare nella querelle sull'esistenza o meno delle accabbadoras.