Deriveapprodi Libri
Libri editi da Deriveapprodi con argomento Urbanistica Arte e architettura del paesaggio
Miserie e splendori dell'urbanistica Agostini Ilaria Sgandurra Enzo - Deriveapprodi, 2018 - Deriveapprodi
«Sono non pochi i meriti di questo libro realizzato a due mani da un ingegnere, Enzo Scandurra, urbanista per irresistibile vocazione e raro esempio di "tecnico" conquistato dai saperi umanistici; e da un architetto, Ilaria Agostini, anch'ella ibrida figura intellettuale, versata com'è nella storia del territorio, nell'analisi dei fenomeni urbani del nostro tempo, nella critica di ispirazione ambientalista alle forme dello sviluppo capitalistico. Una miscela di saperi che è oggi condizione indispensabile per produrre conoscenza originale, analisi non conformistica dei fenomeni sociali. Non sono pochi i meriti perché il libro ci offre al tempo stesso una riflessione generale sul destino di una disciplina che nasce con l'età contemporanea, sulle influenze che essa ha avuto nel tempo, sulle sue metamorfosi recenti e soprattutto sulle trasformazioni reali che l'oggetto centrale di essa - la città - ha subito dentro i vasti rivolgimenti economici, sociali e ambientali della nostra epoca. Il quadro del racconto si muove in sobrio equilibrio tra uno spazio universale, che è quello del pensiero urbanistico (ma anche filosofico, sociologico, ecologico, antropologico) e uno, esemplificativo, "locale", che è quello dell'Italia, delle sue città, ma non senza frequenti richiami ad altre esperienze europee e internazionali».
Il pianeta degli urbanisti e dintorni. Con DVD Scandurra E. (Cur.) Attili G. (Cur.) - Deriveapprodi, 2013 - Labirinti
Le città e i territori stanno subendo cambiamenti inediti e fino a qualche anno fa inimmaginabili. Quella che era la città moderna, la città fordista, la città del welfare, è oggi un agglomerato indistinto che invade la campagna e produce un insostenibile consumo di suolo fertile. I riferimenti storici e simbolici della città moderna: le piazze, i portici, i mercati sono progressivamente sostituiti da shopping center, mall, giganteschi supermercati che conferiscono alle nostre città il carattere di vetrine commerciali in attesa di catturare i flussi finanziari che attraversano il pianeta. È in atto un'aggressione ai caratteri fondamentali della città, quali la solidarietà, l'accoglienza, la convivenza; scompare la tradizionale divisione tra città e campagna: il modello di vita urbana diventa egemone anche nelle campagne. Chi ha la responsabilità di questo intollerabile sviluppo? E che ruolo hanno gli urbanisti? Sono essi esecutori e fiancheggiatori di decisioni politiche, economiche, finanziarie stabilite altrove o possono opporsi e schierarsi dalla parte di chi le città le abita e le vive? Come si è modificato il ruolo di questi studiosi o professionisti in questi ultimi anni? Sono essi artefici dei cambiamenti che avvengono nelle città o si limitano a registrare e, al più, a correggere un processo urbano che si rivela essenziale per la sopravvivenza del capitalismo neoliberista? E qual è il rapporto tra committente e progettista in questa fase di dissolvimento della città moderna?