Edizioni Pendragon Libri
Libri editi da Edizioni Pendragon con argomento Dialetto Bolognese EUROPA
Dialetto bolognese ieri e oggi. Raffronti tra vocaboli Lepri Luigi - Edizioni Pendragon, 2011 - Amo Bologna
"Nascòst" usato al posto di "arpiatè, salumir" invece di "lardami" e così via. Sono molti i vocaboli di ieri di cui si è persa memoria, a favore di un appiattimento della lingua parlata a banale dialettizzazione dell'italiano. Visto il crescente interesse, anche da parte dei giovani bolognesi, per il dialetto, sembra opportuno recuperare il "repertorio linguistico delle origini", che rappresenta un vero e proprio patrimonio culturale. Il volume è la nuova edizione ampliata del "Dialetto bolognese ieri e oggi" (Tamari, 1986), una collezione di 280 vocaboli genuini della lingua petroniana posti a confronto con quelli, ricalcati sull'italiano, che li andavano sostituendo. A oggi, dopo numerose indagini lessicografiche, il totale presentato in questo volume è di 651 termini "italianeggianti", usati con maggiore frequenza al posto degli equivalenti originali di un passato più o meno recente. Un'occasione per soddisfare le curiosità lessicali sulla splendida lingua parlata all'ombra delle due torri con tanti esempi, spesso esilaranti, per chiarire l'uso dei vocaboli di ieri.
Dizionario slang. Bologna in parole e numeri Pellerano Fernando - Edizioni Pendragon, 2013 - Amo Bologna
"A balus, A balocchi, babbiona, ballotta, bazza, boccheggiare, bòna lé, bresco, brisa, bronza, bulbo, buzza, camuffa, ferro, flobero, gniccare, intappo" e tante, tante, tante altre "voci" in questo dizionario dello slang bolognese... e in più una raccolta di curiose e inedite informazioni sulla città che stupiranno anche i bolognesi D.O.C.
Vecchia e cara Bologna. Detti e motti del dialetto bolognese con le più belle cartoline d'epoca Cristofori Franco Trabatti A. (Cur.) - Edizioni Pendragon, 2001 - Amo Bologna
Il volume raccoglie 128 cartoline raffiguranti vedute di Bologna risalenti ai primi anni del nostro secolo. Si tratta di immagini inedite perché parte di una collezione privata - di proprietà di Alberto Trabatti - che viene qui, per la prima volta, "mostrata" al pubblico. Accanto a queste immagini, quasi ad accrescerne ancor più la suggestione, un testo di Cristofori che spiega l'origine di numerosi modi di dire del dialetto bolognese: curioso, divertente e prezioso contributo per tenere in vita il patrimonio di usi, costumi e cultura contenuto nel dialetto della città di Bologna.