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Libri editi da Edt con argomento Musica Teoria Teoria della musica e musicologia
Il ritmo, la musica e l'educazione Jaques Dalcroze Emile Di Segni-Jaffé L. (Cur.) - Edt, 2008 - Educazione Musicale
Compositore, direttore d'orchestra e didatta ammirato da alcune delle personalità più importanti dell'ambiente artistico e intellettuale della prima metà del Novecento - Appia, Stanislavskij, Max Reinhardt, Diaghilev, Nijinsky ira gli altri - Emile Jaques-Dalcroze (Vienna 1865 - Ginevra 195O) ha lasciato una traccia indelebile nella pedagogia moderna. Contro l'arido grammaticalismo e nozionismo della didattica ottocentesca, ha per primo rivendicato la centralità del corpo come fucina, laboratorio in cui la musica prende forma e senso, a cominciare dal ritmo. Nella ritmica, o euritmica (questo il nome che Dalcroze diede al suo sistema), il corpo è coinvolto per intero, nel ventaglio delle sue funzioni: respirazione, controllo della tensione muscolare, equilibrio, pratica di movimenti diversi compiuti con le diverse membra; acquisizioni che si rivelano preziose anche per l'insegnamento degli strumenti. L'interesse per queste idee non si limitò al mondo musicale, e Jaques-Dalcroze, oltre ad aver esercitato un influsso determinante sul teatro, è considerato uno dei principali innovatori della danza del XX secolo. Questo libro, pubblicato per la prima volta a Parigi nel 1919, raccoglie alcuni degli scritti fondamentali di Jaques-Dalcroze, e rappresenta la migliore via d'accesso a un pensiero e a un metodo che mantengono intatta la loro attualità.
Manuale di scrittura musicale Ferrero Lorenzo - Edt, 2007 - I Diapason
Scrivere la musica nel modo più corretto e chiaro possibile, non soltanto dal punto di vista della grammatica ma anche da quello tipografico, è una delle abilità oggi necessarie a compositori, musicologi, didatti e studenti, sia nel caso che lavorino con carta e penna, sia che adoperino il computer. Se infatti fino a qualche tempo fa quello della responsabilità grafica era un compito affidato interamente all'editore, oggi, anche per ragioni di costi, il suo peso maggiore si è spostato sugli autori. È quindi più che mai necessaria la consapevolezza di alcune regole di stile che permettano di realizzare in modo presentabile e chiaro documenti pronti all'uso, che vanno dall'esempio musicale all'intera partitura; consapevolezza che sembrerebbe ancora lontana, a giudicare dal fatto che molti sono pienamente soddisfatti di quanto i più diffusi software musicali producono, spesso per il solo fatto che esso appare stampato. Eppure anche la buona leggibilità è un modo per assicurare a una partitura la dovuta attenzione. Questo libro tenta per la prima volta di colmare tale lacuna affrontando nelle sue tre sezioni - elementi di base, approfondimenti, impaginazione e stampa - tutti i problemi che inevitabilmente incontra chi si trovi a dover scrivere musica, sia nell'ambito della notazione tradizionale, sia negli standard più diffusi di quella sperimentale.
Vivere senza paura. Scritti per Mario Bortolotto Pellegrini J. (Cur.) Zaccagnini G. (Cur.) - Edt, 2007 - Documenti E Saggi
Un libro che è, innanzitutto, un atto temerario promosso da un nucleo ristretto di amici e ammiratori disposti a sottoporre il loro operato al giudizio notoriamente severo di Mario Bortolotto. Nell'impresa sono impegnati non soltanto musicisti e critici musicali, ma anche narratori, studiosi di letteratura e arti figurative; così, accanto al breve messaggio augurale, figurano le pagine di "bella prosa", il brano musicale inedito, il saggio ben meditato. Ne deriva un panorama storico-culturale esteso da Orazio al minimalismo americano, dalla pittura italiana del Cinque e Settecento a Puskin, da Janequin a Dino Campana; con un rilievo particolare alla grande (e anche alla meno grande) musica europea degli ultimi due secoli. Amori palesi, passioni segrete, in qualche caso anche argomenti estranei alla pluricromatica gamma di interessi del dedicatario; non è neppure da escludere che dietro alcuni di questi scritti si nasconda un moto d'orgoglio luciferino: la sfida, l'emulazione, è noto, sono da sempre la molla prima d'ogni atto creativo. A null'altro che al coraggio di osare l'intentato allude, in effetti, l'aurea massima di Adorno (guida ideale di Bortolotto) che dà il titolo al volume.