Giappichelli Libri
Libri editi da Giappichelli con argomento Procedure Concorsuali Diritto societario, commerciale e della competizione
L'autonomia del diritto concorsuale. Problemi e prospettive Terranova Giuseppe - Giappichelli, 2016
Il volume raccoglie alcuni scritti di diritto concorsuale, ai quali si aggiunge, a mo' di premessa metodologica, un lavoro su "I principi e il diritto commerciale", volto a individuare le ragioni e i limiti dell'autonomia dei diversi settori del diritto privato. Da questo specifico angolo visuale emerge con chiarezza che il diritto fallimentare non è altro che una parte cospicua - del diritto delle obbligazioni commerciali. Con ciò, non si vuol negare la preminenza (soprattutto sul piano descrittivo) del profilo processuale, ma si desidera segnalare che il rapporto obbligatorio non può prescindere dalle forme di tutela apprestate in sua difesa; e che proprio tali forme di tutela modificano la "forza" del vincolo giuridico, incidendo persino sul valore di scambio dei crediti immessi sul mercato (ricchezza assente contro moneta). Su queste basi, si mettono in evidenza soprattutto due cose: in primo luogo, che la disciplina del concorso esecutivo e dei mezzi d'integrazione della responsabilità patrimoniale non può fare a meno di rispecchiare le peculiarità dei rapporti tutelati, come dimostrano i due saggi in materia di conto corrente (un rapporto in senso lato "rotativo") e di obbligazioni solidali; in secondo luogo, che il fattore "tempo" è essenziale ai fini della funzionalità del sistema economico, e che i recenti progetti di riforma non ne tengono conto in misura adeguata o, forse meglio sarebbe dire, non ne tengono conto nel modo "giusto".
Imprenditori e imprese nelle procedure concorsuali Terranova Giuseppe - Giappichelli, 2014
Il volume raccoglie una serie di articoli in tema d'impresa, o piccola impresa, pubblicati su varie riviste e raccolte di saggi dal 2004 a oggi. Il filo conduttore è costituito dal rilievo che le due definizioni dettate dagli artt. 2082 e 2083 cc, pur essendo rimaste invariate dal 1942, hanno assunto, nel tempo, un significato e una portata alquanto diversi. Tale apparente anomalia si spiega, se si considera che il codice è stato promulgato sotto il regime fascista, nel quale l'impresa faceva parte a pieno titolo dell'ordinamento corporativo (abrogato nel 1944); ma si spiega, soprattutto, se si considera che le predette norme servono, in primo luogo, a fissare l'ambito di applicazione della legge fallimentare, e, quindi hanno subito sul piano ermeneutico - il riflesso del progressivo mutamento di funzione delle procedure concorsuali. Questa duplice chiave di lettura permette di chiarire molte cose: innanzi tutto, come mai la professionalità abbia perduto l'originaria valenza corporativa, anche se tuttora molti limiti all'applicazione dello statuto dell'imprenditore dipendono dall'appartenenza a determinati ceti sociali (imprenditori agricoli, liberi professionisti, artigiani, etc); in secondo luogo, come mai l'elemento dell'organizzazione sia stato a lungo sottovalutato, con la conseguenza d'attribuire all'imprenditore connotati in qualche modo sovrapponibili alla vecchia figura del commerciante.
Conflitti di competenza nell'apertura delle procedure concorsuali. Un'esperienza ventennale Samorì Gianpiero - Giappichelli, 2019
"La disciplina fallimentare, dopo oltre sessant'anni di applicazione, negli anni 2006 e 2007 è stata interessata da un intervento di riforma e da uno correttivo che - malgrado l'utilizzazione della tecnica della novellazione - hanno profondamente inciso i relativi istituti con un impatto tale da discostarli significativamente dall'impianto originario previsto nel 1942, il quale aveva continuato a regolare pressoché immutato la disciplina delle procedure concorsuali. Tra gli interventi più significativi, segnatamente dal punto di vista processualistico, vi è indubbiamente la puntuale normazione della disciplina relativa alla competenza-incompetenza nell'apertura della procedura fallimentare, la cui assenza aveva creato non poche incertezze interpretative ed applicative, determinando la necessità per dottrina e giurisprudenza di elaborare e proporre una ricostruzione organica atta a verificare la compatibilità dei rimedi posti dal codice di rito per situazioni analoghe nel processo civile di cognizione, con tutte le relative ed ineliminabili questioni dovute alla diversità e specialità del procedimento per la dichiarazione di fallimento. Il legislatore, con l'obiettivo di superare tali annose problematiche ed evitare che le questioni relative alla competenza potessero essere capziosamente impiegate per procrastinare la dichiarazione di fallimento ovvero per eludere gli effetti della stessa, ha quindi previsto ex novo due specifiche disposizioni, ossia gli artt. 9-bis («Disposizioni in materia di incompetenza») e 9-ter («Conflitto positivo di competenza») 1. fall. ed ha altresì provveduto alla modificazione dell'art. 9 1. fall. È pertanto doveroso, a distanza di oltre quindici anni dal primigenio lavoro, procedere ad un aggiornamento dello studio monografico, vagliando analiticamente e criticamente le predette disposizioni [...]". (Dalla Premessa)