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- 9788815397911 Non avrai altro Dio. Il monoteismo e il linguaggio della violenza
Non avrai altro Dio. Il monoteismo e il linguaggio della violenza Assmann Jan - Il Mulino, 2007 - Voci
La storia recente del mondo è caratterizzata da una dimensione di violenza tanto più inaudita e imprevedibile in quanto commessa nel nome di dio e delle scritture. In questa temperie, Jan Assmann si chiede se esista una violenza intrinseca del discorso religioso monoteista. Sulla scorta di una rilettura di alcuni brani dell'Antico Testamento, l'autore può ritrovare la radice storica di tale violenza soprattutto nel carattere esclusivo dell'unico dio e nell'immagine consolidata di una divinità irata e punitiva. E tuttavia Assmann contesta che la violenza sia una conseguenza necessariamente inscritta nell'istanza monoteistica e conclude che essa nasce, piuttosto, dall'uso che della religione è stato fatto in senso politico e fondamentalista.
Il regime della verità. Mappa ed evoluzione dei fondamentalismi religiosi contemporanei Pace Enzo - Il Mulino, 1998 - Contemporanea
Dal Gia algerino ai talebani dell'Afghanistan, dagli ebrei ultraortodossi ai sikh del Punjab, dai telepredicatori evangelici latino-americani ai gruppi neointegralisti cattolici, la morfologia dei radicalismi religiosi è varia e differenziata, anche nel ricorso alla violenza: c'è chi imbraccia il fucile e chi lavora negli interstizi della società civile. Li accomuna in ogni caso una tensione utopica, il sogno di una societa' governata dalla legge di Dio. In questo senso costituiscono una rivincita contro la societa' secolarizzata e segnalano le difficolta' di una modernita' che pretende di emanciparsi totalmente dalla religione.
Non avrai altro Dio. Il monoteismo e il linguaggio della violenza Assmann Jan - Il Mulino - Intersezioni
La storia recente del mondo è caratterizzata da una dimensione di violenza tanto più inaudita e imprevedibile in quanto commessa nel nome di dio e delle scritture. In questa temperie, Jan Assmann si chiede se esista una violenza intrinseca del discorso religioso monoteista. Sulla scorta di una rilettura di alcuni brani dell'Antico Testamento, l'autore può ritrovare la radice storica di tale violenza soprattutto nel carattere esclusivo dell'unico dio e nell'immagine consolidata di una divinità irata e punitiva. E tuttavia Assmann contesta che la violenza sia una conseguenza necessariamente inscritta nell'istanza monoteistica e conclude che essa nasce, piuttosto, dall'uso che della religione è stato fatto in senso politico e fondamentalista.