Il Nuovo Melangolo Libri
Libri editi da Il Nuovo Melangolo con argomento Teatro ARTI
Scena francese nel secondo Novecento. Vol. 1: Jean Vilar. Jean-Louis Barrault Poli Gianni - Il Nuovo Melangolo, 2007 - Opuscula
Una storia del teatro francese del secondo Novecento vista attraverso l'opera scenica di quattro grandi registi dell'Arte teatrale europea: Vilar, Barrault, Vitez e Chéreau. Il primo volume di quest'opera introduce, con un saggio metodologico e storico critico, alla condizione estetica e organizzativa della messa in scena francese dal dopoguerra a oggi. Seguono quindi due ampie monografie dedicate la prima all'attore-direttore di Avignone e del Théatre National Populaire Jean Vilar, la seconda a Jean-Louis Barrault, eclettico animatore di Marihny, Orsay e Rond-Point. Il volume si propone la verifica dell'estetica e del pensiero d'ogni artista, mediante lo studio degli scritti, la ricostruzione degli spettacoli significativi (attraverso documentazione iconografica e audiovisiva spesso inedita) e il confronto bibliografico esaustivo e aggiornato della critica.
Memorie del teatro Banu Georges Vazzoler F. (Cur.) - Il Nuovo Melangolo, 2005 - Opuscula
"Memorie del teatro" non è un libro che spinge verso una direzione "museale" del teatro, ma è un libro che, al contrario, cerca di sprigionare i valori polemici del ricorso alla memoria in un Occidente che, soprattutto a teatro, di quella memoria è stato un così cattivo custode. Memorie che da Stanislavskij, Meyerhold o Artaud a Grotowski, Brook o Barba, hanno formulato l'auspicio di rinnovare il teatro con un lungo lavoro d'esplorazione delle sue risorse iniziali, risorse che sono andate perdute, quando non sono state ignorate. Di questo sforzo di attualizzazione della memoria, attualizzazione pratica, d'intervento, questo libro segue l'evoluzione.
Un viaggio tra creatività e mistero. D.verse. Disabilità e teatro Ferrigno M. P. (Cur.) - Il Nuovo Melangolo, 2005
"Il teatro, di per sè, consente di vivere nuove identità e se l'identità è anche la forma che il mondo ci dà, il teatro consente di togliere una pelle e indossarne un'altra. Consente, anche alla persona disabile, di avere una propria "altra" vita magari più semplice da accettare e da manifestare di quella che realmente gli appartiene. Permette di prendersi un innocua vacanza, anche se per poco e all'interno del gioco della recita, da quel penoso sentimento del limite personale che, seppure reso un po' più consapevole dall'ineludibile lavoro di elaborazione del lutto, è pur sempre troppo difficile da tollerare ".