Il Saggiatore Libri
Libri editi da Il Saggiatore con argomento Antropologia EUROPA
L'uomo nudo Lévi-Strauss Claude - Il Saggiatore, 2008 - Saggi. Tascabili
Nudo è l'uomo nella sua condizione originaria, quando nessuna convenzione gli impone l'uso delle vesti. Ma nudo è anche l'uomo che si spoglia dei pregiudizi per affrontare il difficile compito di vivere in un mondo ostile, che pure si presenta quale unica risposta ai suoi interrogativi fondamentali. Con questo libro Lévi-Strauss conclude la serie di saggi raccolta sotto il titolo di "Mitologica" e dedicata allo studio delle culture indigene americane, proseguendo l'esplorazione di miti e costumi condotta nei tre libri precedenti.
Dal miele alle ceneri Lévi-Strauss Claude - Il Saggiatore, 2008 - Saggi. Tascabili
Lévi-Strauss prosegue il cammino di ricerca antropologica iniziato con "Il crudo e il cotto", ponendo la sua attenzione sui miti degli indios sudamericani. L'antitesi tra il miele e il tabacco è più complessa di quella tra il crudo e il cotto: da un lato, per il fatto di presentarsi come un cibo già pronto, il miele è al di qua della cucina ed esprime tutto il potere di seduzione della natura, d'altro lato il tabacco, che per essere consumato deve venir bruciato e non solo cotto, è al di là della cucina e tende a riavvicinare l'uomo agli esseri soprannaturali. Inoltre i miti relativi all'origine della cucina si fondano su opposizioni inerenti alla sfera della sensibilità: crudo e cotto, fresco e putrido, secco e umido.
Tribù selvagge. La mia vita tra gli Yanomamö e gli antropologi Chagnon Napoleon A. - Il Saggiatore, 2014 - La Cultura
Quello di cui Napoleon Chagnon era consapevole - il motivo che l'aveva spinto a partire - era che lo studio degli Yanomamo avrebbe rappresentato un'occasione unica, non solo per se stesso, ma per l'intera Antropologia. Puntando il dito contro gli antropologi culturali, da troppo tempo lontani dalla ricerca sul campo, Chagnon parte per il Sud America. Tra le ultime tribù indigene viventi, gli Yanomamö non avevano mai avuto alcun contatto sostanziale con la civiltà: stanziata in una sacca del bacino del Rio delle Amazzoni, la tribù era rimasta sconosciuta al mondo esterno fino agli anni cinquanta del Novecento. Una società il cui assetto avrebbe potuto fornire un'immagine dello stato di natura, della preistoria dell'uomo. Quello che Chagnon, però, non poteva affatto immaginare era la portata rivoluzionaria delle sue scoperte e la controversia - un dibattito che avrebbe intaccato le basi stesse dell'antropologia culturale - che ne sarebbe scaturita. Iniziata nel 1964 e proseguita per oltre trentacinque anni, la ricerca di Chagnon approda a una tesi tanto innovativa quanto scomoda: gli Yanomamo sono una "tribù pericolosa", appunto, una società votata alla violenza, la confutazione vivente del mito del buon selvaggio. Ferocemente criticato da altri studiosi, per tutta la sua carriera Chagnon insistette su un approccio scientifico della ricerca antropologica, sulla necessità di studi sul campo e sul passaggio obbligato dall'antropologia culturale e quella evolutiva.