Il Saggiatore Libri
Libri editi da Il Saggiatore con argomento Cultura Cultura popolare
I Settanta. Da William Burroughs ai Clash, da Allen Ginsberg a Patti Smith. Avventure nella controcultura Miles Barry - Il Saggiatore, 2014 - La Cultura
Greenwich Village, 6 marzo 1970. Tre esplosioni in rapida sequenza sventrano l'elegante palazzo al numero 18 dell'Undicesima Strada Ovest; dalle fiamme escono, confuse ma illese, due ragazze seminude. Domato l'incendio, le forze dell'ordine trovano in cantina più di sessanta candelotti di dinamite, una bomba anticarro e tutto l'occorrente che sarebbe servito al gruppo terroristico Weather Underground per produrre altri ordigni. È l'atto di nascita degli anni Settanta e Barry Miles è a New York per registrarne i primi, turbolenti vagiti. Giornalista inglese sbarcato negli Stati Uniti per lavorare con i grandi della Beat Generation, Miles attraversa la decade più anticonformista e trasgressiva del Novecento e ne sperimenta in prima persona la genialità e gli eccessi. È l'epoca di sesso, droga e rock'n'roll; della cocaina, della pornografia, delle mode estreme; delle stravaganze notturne all'Hotel Chelsea, casa di poeti come Gregory Corso e musicisti come Bob Dylan e Patti Smith, e degli spettacoli drag delle Cockettes, il gruppo teatrale fondato da Hibiscus, alias George Harris, l'hippy con il dolcevita che in una storica fotografia infila un fiore nel fucile di un militare, fuori dal Pentagono. Ossessioni, provocazioni, conquiste. Ci sono tutti i Settanta in questo memoir: gli astri di quegli anni, come le stelle visibili a Manhattan durante il famigerato blackout del luglio 1977, bruciano con un'intensità che non accenna a spegnersi.
La cultura. Numero 1000 Formenton L. (Cur.) Gentile A. (Cur.) Morstabilini A. (Cur.) - Il Saggiatore, 2016 - La Cultura
Che cos'è La Cultura? In occasione del millesimo volume della sua storica collana, il Saggiatore riflette non solo sul contenuto della parola "cultura", ma anche, e più radicalmente, su che cosa significhi pensare il lavoro editoriale come strumento attivo di conoscenza: componendo con il proprio catalogo una sinfonia di opere, la casa editrice riceve le note dal passato, le riproduce per il contemporaneo e le trasmette al futuro. La sua musica è identità, interpretazione e guida. Se con la cultura l'umanità prova a trascendere se stessa, il giacimento culturale di una casa editrice è un patrimonio collettivo e universale. Nostre, di noi umani, sono le domande che si pongono Edmund Husserl e Jean-Paul Sartre: quale statuto di verità ha la scienza, e qual è l'importanza della letteratura? Perché scrivere? Nostro è l'urlo che scuote la mente nei versi di Alien Ginsberg, nostro il rovello che porta Arnold Schönberg a rivoluzionare la musica. Nostra è la trepidazione di Claude Lévi-Strauss quando, avvicinandosi ai Tropici e sentendone per la prima volta l'odore, fa l'esperienza sconvolgente dell'altro da sé. Nostra è la dolcezza con cui Marcel Proust sceglie quale libro gli farà compagnia in un pomeriggio marittimo. La Cultura non vuole essere, allora, una semplice raccolta di voci eccellenti, di testi emblematici. Vuole essere una proposta, con cui tentare di rispondere alla nostra ineluttabile domanda: che cos'è e a serve la cultura?
A cosa serve la cultura. Quattordici contributi - Il Saggiatore, 2008 - Saggi. Tascabili
In occasione dei cinquant'anni della casa editrice, alcuni autori - da Furio Colombo a Franco Fabbri, da Norman Manea a Peter Singer, da Salvatore Veca a Robert Fisk, fino a Carlos Fuentes e altri - si misurano con un tema in apparenza banale o scontato. Gli ultimi anni hanno visto una sorta di rivendicazione dell'ignoranza come forma di resistenza sottoculturale, come emancipazione da presunte classi intellettuali dominanti, ma lontane da un ipotetico "paese reale" o dalla mai tanto invocata "volontà popolare". La progressiva attitudine della classe politica e dirigente a ridurre l'essere umano a mero consumatore, ha poi indotto la stessa produzione culturale a porsi come proposta per l'intrattenimento, senza altro scopo che lo svago. Questi contributi si muovono nella direzione di promuovere la cultura, e quindi il libro, come strumento insostituibile di diffusione del sapere.