Liguori Libri
Libri editi da Liguori con argomento Regno Di Napoli EUROPA
La crisi del Regno di Napoli nella riflessione politica di Machiavelli e Guicciardini De Frede Carlo - Liguori, 2006 - Quaderni Dip.Filos.-Pol.Ist.Univ.Orient.
I dieci studi che compongono questo libro trattano, l'uno indipendente dall'altro e tuttavia collegati dal problema generale, della crisi che nel corso degli ultimi due decenni del secolo XV portò alla fine dell'indipendenza del Regno di Napoli, vista, secondo due diverse riflessioni, da Machiavelli e da Guicciardini. Il primo seguì le vicende con distacco realistico di fronte al processo della potenza spagnola; il secondo col tormentato rimpianto per la fine della dinastia aragonese di Napoli, ch'era divenuta italiana e attendeva, con i Medici di Firenze, ad assicurare all'Italia la libertà da ogni pressione straniera. Sullo sfondo dell'opposizione baronale e degli errori commessi da politici irresponsabili c'è il vano orgoglio dell'italiano del Rinascimento, che non impedisce nè la discesa dei francesi, nè il definitivo sopravvento degli spagnoli.
Le reali case de' matti nel regno di Napoli Catapano Vittorio D. - Liguori, 1986 - Inconscio E Cultura
Le reali case de' matti nel regno di Napoli - Liguori
Finanza pubblica e fiscalità nel Regno di Napoli alla fine del settecento Ostuni Nicola - Liguori, 2016
Alla fine del Settecento, molti stati europei furono attraversati da profonde crisi finanziarie. Uno sviluppo inedito per dimensioni, che comunemente è definito Rivoluzione Industriale, per alcuni paesi, come l'Inghilterra, il Belgio e l'Olanda, l'incapacità di adeguare sistemi politici e fiscali per altri, come la Francia e alcuni stati italiani, determinarono tentativi di riforme, che sono considerate derivazione o nello stesso ambito dell'Illuminismo. In questo volume l'A., con una riflessione su alcune riforme che riguardarono la finanza pubblica del Regno delle due Sicilie, cerca di individuarne il fallimento in cause diverse dall'inettitudine del ceto dirigente e dall'impossibilità della nobiltà di proporre soluzioni a crisi che, per prima cosa, riguardavano la sua stessa capacità di svolgere un ruolo di classe dirigente del Paese.