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Libri editi da Lindau con argomento Bioetica SCIENZE UMANE
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- 9788878018891 Per un'etica della conoscenza
Breve storia della bioetica Turoldo Fabrizio - Lindau, 2014 - Biblioteca
Quando è nata la bioetica? È difficile dare una risposta univoca a questa domanda, perché gli eventi che ne sono all'origine sono molteplici e vanno dal Processo di Norimberga all'affermazione di nuovi valori etici avvenuta negli anni '60, fino alla deflagrazione, sul piano culturale, sociale e giuridico nel decennio successivo - di questioni come l'aborto, la procreazione assistita, la contraccezione e l'eutanasia. Di certo c'è che la seconda metà del XX secolo, con il carico di aberrazioni morali ereditato dai due conflitti mondiali e dalle ideologie naziste e comuniste, ha generato una sensibilità nuova fra gli intellettuali e gli scienziati intorno al tema della vita e del suo rapporto con la scienza, la tecnica e l'economia. Il libro di Fabrizio Turoldo muove proprio da qui, dalla centralità di questa disciplina nel più ampio disegno della conoscenza contemporanea, prendendo in esame alcuni dei casi più eclatanti e noti (Welby, Englaro, Schiavo, fino alla vicenda Stamina) e affrontando le tante questioni a essi sottese - l'etica clinica, la sospensione dei trattamenti di sostegno vitale, il corretto uso dei farmaci, la definizione di morte -, senza trascurare temi più generali quali la natura dell'embrione, la ricerca sulle cellule staminali, l'allocazione delle risorse in medicina, la globalizzazione della bioetica e la situazione nei paesi in via di sviluppo.
Bioetica come storia. Come cambia il modo di affrontare le questioni bioetiche nel tempo Scaraffia L. (Cur.) - Lindau, 2011 - I Leoni
I problemi bioetici che il progresso delle tecnoscienze ci impone di affrontare sembrano, a un primo sguardo, nuovissimi, ed è proprio il loro apparirci totalmente inediti che rende così difficile trovare una soluzione giusta ed equilibrata. I saggi contenuti in "Bioetica come storia", di cui sono autori E. Colombo, G. Galeotti, L. Gattamorta, A. Possieri e E Tanzilli, mostrano come tali questioni abbiano, in realtà, profonde radici nel nostro passato, più o meno recente. Scoprire come siano state affrontate situazioni non molto diverse da quelle di oggi, oppure chiedersi quando e come si siano prospettati per la prima volta i problemi attuali (dal ricorso all'eutanasia al rapporto con l'handicap, dalle politiche di controllo delle nascite al dibattito filosofico sull'animazione dei corpi), ci aiuta a comprendere come stiamo cambiando, e a quali pressioni è sottoposta la nostra facoltà di decisione etica. In particolare, ci rende consapevoli dello "slittamento morale", cioè della tendenza ad accettare in modo acritico le innovazioni tecniche dopo un certo lasso di tempo, anche se, all'origine, erano state oggetto di condanna generale, tipico delle società tecnologiche. Scritto come agile introduzione destinata anche al lettore non specialista, "Bioetica come storia" sollecita ad approfondire e comprendere la materia in modo appropriato, e ci fa capire che le questioni bioetiche non devono essere demandate agli "esperti", ma possono e devono essere affrontate da tutti.
La rivoluzione biopolitica. La fatale alleanza tra materialismo e tecnica Possenti Vittorio - Lindau, 2013 - Biblioteca
La tecnica ci lusinga offrendoci l'antidestino - la vittoria sul destino biologico inscritto nei nostri geni - e la liberazione dai vincoli dell'umano. Ma a quale prezzo? Aldous Huxley riteneva che ci sarebbero voluti secoli per pervenire alla società totalmente organizzata. Pochi decenni dopo esistono invece i mezzi per giungervi attraverso una rivoluzione che mette le mani sulle radici stesse dell'uomo. L'alleanza tra materialismoe tecnica instaura infatti sull'essere umano, ormai inteso come mero pezzo della natura, il potere biopolitico (biopower), che conduce a esiti opposti, ma ugualmente inquietanti: il superamento della barriera uomo-animale da un lato e il "postumano" propiziato dall'ingegneria genetica dall'altro. I massimi fattori di resistenza sono rappresentati dalle nozioni di persona, di umanesimo condiviso, di etica libera dall'utilitarismo. Esse articolano un'idea di conoscenza e di discorso pubblico che non sono solo lo specchio delle possibilità tecniche offerte dalla scienza, ma che esprimono in pieno l'irriducibile dignità etica dell'uomo.