Medusa Edizioni Libri
Libri editi da Medusa Edizioni con argomento Ebraismo Religione e fede
L'esilio della parola. Dal silenzio biblico al silenzio di Auschwitz Neher André - Medusa Edizioni, 2010 - Hermes
Pubblicato per la prima volta nel 1970, e presentato qui in una nuova traduzione, questo libro è un grandioso esercizio di avvicinamento al Silenzio teologico, una pietra miliare irrinunciabile per una riflessione profonda sulle condizioni e sul destino del popolo ebraico e, di riflesso, di tutta la cultura occidentale. La Bibbia, nelle pagine di Neher, funge da filigrana per descrivere un incessante corpo a corpo con le pratiche umane più elementari: parlare, tacere, amare, odiare, soffrire. Sotto il segno di Giobbe, archetipo del giusto che patisce un'incomprensibile "congiura" ai suoi danni, ma anche sotto il segno di Saul, vero "Edipo ebreo", e di Ezechiele, di Giona, di Abramo, di Elia, e di tanti altri piccoli o grandi protagonisti, Neher interroga le prove più dure e più feconde che hanno segnato l'esperienza biblica. La parola esiliata permette a Neher, sopravvissuto alle persecuzioni naziste, di affrontare con coraggio impareggiabile la domanda delle domande, quella su Auschwitz: questa volta sotto il segno di Elie Wiesel, compagno di viaggio nel paesaggio allucinato e silenzioso dello sterminio, là dove, come non ha mancato di rimarcare anche papa Benedetto XVI, occorre sempre chiedersi: perché Dio ha taciuto? Neher non fornisce risposte accomodanti, ma consente di collocare il Silenzio nel cuore stesso della Rivelazione, come scrive Massimo Cacciari nella postfazione.
L'ospitalità di Abramo. All'origine di ebraismo, cristianesimo e islam Massignon Louis Canciani D. (Cur.) - Medusa Edizioni, 2002 - Hermes
L'ospitalità di Abramo. All'origine di ebraismo, cristianesimo e islam - Medusa Edizioni
Tiqqun. Riparare il mondo. I fondamenti del pensiero ebraico dopo la Shoah Fackenheim Emil L. Giuliani M. (Cur.) - Medusa Edizioni, 2010 - Grandi Saggi
In "Tiqqun - Riparare il mondo Emil L. Fackenheim" ha elaborato un'acuta riflessione sulla Shoah (lo sterminio di sei milioni di ebrei programmato e perpetrato dai nazisti e dai loro collaboratori nel cuore dell'Europa del XX secolo) intesa come drammatica cesura sia per la pur frequentemente tragica storia degli ebrei, per la civiltà occidentale nel suo insieme e in particolare per la filosofia e la religione cristiana che di quella civiltà sono state a lungo fondamento e baluardo. E tuttavia se tale riflessione, fermandosi sulla soglia della cesura, si limitasse a dichiarare la bancarotta della ragione e della fede, finiremmo - sostiene Fackenheim - con il dare una vittoria postuma a Hitler distruggendo il tempio costruito dalle inenarrabili lacrime e preghiere delle vittime e abbandonando il mondo alle forze di Auschwitz. Portando a maturazione le inquietanti domande poste fin dagli anni Sessanta in La presenza di Dio nella storia, il filosofo e teologo ebreo che ha esperito il campo nazista di Sachsenhausen esplora qui alcune possibili risposte al riparo dalle critiche di quanti nella "voce imperativa che viene da Auschwitz" (che Fackenheim definì il "614° precetto") hanno visto un blasfemo accostamento al Monte Sinai.