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Libri editi da Mimesis con argomento Guerra Storia della filosofia occidentale
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Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9788897363569 Guerra psicologica. Saggio sulle moderne tecniche militari cognitive e di disinformazione
- 9788894807080 Massime sulla guerra
Sismografie. Ernst Jünger e la Grande Guerra Gregorio G. (Cur.) Gorgone S. (Cur.) - Mimesis, 2019 - Novecento
L'imprescindibile riflessione di Ernst Jünger sulla Grande Guerra è ritornata al centro del dibattito degli studiosi a partire dalla pubblicazione, avvenuta nel 2010, dei suoi diari di guerra originari. In questo scarno giornale di bordo, Jünger, come un sensibilissimo sismografo, registra il ritmo incalzante delle battaglie e delle marce militari e quello dilatato e quasi surreale delle veglie di guardia notturne, la monotonia e il degrado della vita in trincea e l'inferno di sangue e acciaio della "guerra di materiali", in cui non solo si consumavano i sogni e la vita di intere generazioni di europei, ma vacillavano le stesse fondamenta di un mondo e di una cultura. L'esperienza di guerra rimane il centro propulsore della produzione letteraria e filosofica jüngeriana degli anni Venti e Trenta, improntando di sé la pubblicistica politico-nazionalista degli anni 1919-1933, le riflessioni sull'attualità, le pagine espressioniste del Cuore avventuroso del 1929 e gli scritti sulla mobilitazione totale e sull'affermarsi della nuova epoca dell'Arbeiter dei primi anni Trenta. Essa viene elevata a incomparabile scuola di vita, a prova suprema di valore, a emblema universale della lotta interiore e spirituale che l'uomo deve condurre contro le forze oscure ed elementari. Nel corso della lunga vita di Jünger, che abbraccia un intero secolo, le continue trasformazioni che egli opera su di sé comporteranno, volta per volta, una differente interpretazione della Grande Guerra, evento destinato a segnare in maniera indelebile tutta la sua esistenza e con il quale non ha mai smesso, fino all'ultimo, di misurarsi, alla ricerca di una personale forma di vita e di un'estetica ed etica dell'esistenza, attraverso una pratica incessante della memoria.
Visualizzare la guerra. L'iconografia del conflitto e l'Italia Di Monte M. G. (Cur.) Pieri Giuliana (Cur.) Storchi S. (Cur.) - Mimesis, 2016 - Filosofie
Attraverso l'analisi di materiali eterogenei: dalle fotografie, ai documentari e film, agli oggetti, ai cimeli e alle opere d'arte il volume intende focalizzare l'immaginario guerresco, in particolare il modo in cui la Prima Grande Guerra è stata interpretata e propagandata attraverso le immagini. La Grande Guerra è quindi il punto di partenza per considerazioni più ampie e cruciali su fenomeni che hanno a che fare con il problema dell'estetizzazione della politica e della politicizzazione dell'arte. In questo senso la Prima Guerra rappresenta il primo esempio di conflitto che, per la sua portata e le sue implicazioni, si configura come un terreno privilegiato di indagine critica sul potere delle immagini, al di là del loro valore estetico, con la inaggirabile conseguenza che le immagini assurgono a paradigma culturale e s'impongono al punto da determinare una svolta epocale per l'influenza che esercitano nella nostra vita quotidiana: sempre più dominata dalla sfera iconica. Ovviamente ci riferiamo qui all'universo digitale e alla rete, che sono oggi i canali principali di propaganda attraverso cui la percezione dei conflitti, su grande o media scala, viene elaborata, a volte con esiti nefasti, come nel caso della propaganda terroristica e della manipolazione delle coscienze.
Trincee della filosofia. Heidegger e la Grande Guerra Amato Pierandrea - Mimesis, 2022 - Eterotopie
Il volume indaga un aspetto ampiamente trascurato della filosofia di Heidegger; vale a dire, come la catastrofe della Grande guerra incida nel sovvertimento heideggeriano dell'ontologia occidentale mediante la messa a punto di un inedito vocabolario concettuale. In particolare, secondo l'ipotesi che guida le pagine di questo lavoro, sarebbe l'esperienza dei soldati nelle trincee del fronte occidentale a favorire l'idea che l'esistenza consegnata a sé stessa sarebbe in grado di incoraggiare la propria auto-comprensione essenziale. Come si legge nell'Introduzione: "Non esisterebbe la filosofia del giovane Heidegger, almeno per come la conosciamo, il suo vertiginoso lavoro intorno all'esperienza effettivamente storica della vita, al senso dell'essere, la sua Destruktion degli apparati concettuali consolidati della filosofia, senza la cesura che la Grande guerra impone alla storia, alla cultura, alla politica moderna. Non avremmo i suoi grandi allievi di Friburgo; non avremmo le variegate ondulazioni della vita quotidiana consegnate alla trama dell'essere; non avremmo né una turbinosa fenomenologia dell'animalità né una considerazione ontologica dell'angoscia. Più in generale, ovviamente, non avremmo le vicissitudini dell'analitica esistenziale di Essere e tempo".