Mimesis Libri
Libri editi da Mimesis con argomento Verita Filosofia
Il prezzo della verità. Percorsi tra filosofia, economia, antropologia Bonato B. (Cur.) Scaramuzza F. (Cur.) - Mimesis, 2019 - Mimesis
In polemica con i Sofisti, Socrate dissociava il proprio insegnamento da ogni compenso monetario. Qual è il senso di questo rifiuto? Ci rinvia forse alle tracce di un regime di scambio diverso da quello mercantile e imperniato piuttosto sul dono? Ma, d'altra parte, siamo sicuri che la sfera del mercato sia nettamente separabile da altre dimensioni pratiche e simboliche? I percorsi che si dipanano nel presente volume giungono tutti, in vario modo, a problematizzare questa presunta "purezza" dell'economia di mercato. Sulla scorta del saggio di Marcel Hénaff "Il prezzo della verità", i diversi articoli approfondiscono questioni fIlosofi che e antropologiche: la reciprocità, il riconoscimento, il dispendio e il sacrificio, l'economia del soggetto in rapporto alla ricerca e alla produzione della verità.
Retoriche della verità. Stupore ed evento Zanini Adelino - Mimesis, 2004 - I Cabiri
La verità è padrona esigente, che legittima i lunghi tormenti del filosofo antico e di quello moderno, del teologo e del poeta, di chi la cerca e di chi pretende di crearla. Ma la verità è ancora attuale? Non è scomparsa dentro la melassa postmoderna e dietro la cortina fumogena dell'onnivisione? Il libro considera alcune delle movenze che il concetto di verità assume; "sorvola" autori quali Agostino, Leopardi, Arendt, Heidegger, Deleuze, dei quali interseca frammenti di pensiero "rubati", per ricavarne un'essenza non "originaria", all'altezza dei tempi e, quindi, all'incrocio tra "vedere", "dire", "rappresentare", "agire".
L'esperienza della verità Chiurazzi Gaetano - Mimesis, 2011 - Morphé
Che cosa vogliamo dire quando diciamo che qualcosa "è vero"? Un approccio ermeneutico al problema della verità non può che partire da questa domanda: che non è la domanda su "che cos'è" la verità, ma sul suo significato nella nostra esperienza. La tesi generale dell'ermeneutica filosofica sul problema della verità può essere infatti riassunta, secondo l'autore, nella difesa del suo pieno contenuto semantico, contro ogni tesi ridondandista: tramite la parola "vero" noi significhiamo non già una condizione del reale "in sé", ma una condizione della nostra esperienza del reale. Essa perciò non è il segno di una realtà atemporale, il marchio dell'abisso tra una realtà eterna e la nostra esperienza, ma è al contrario esattamente ciò che fa della realtà "in sé" una realtà "per noi": quel che ci collega alla realtà, facendone non un altro mondo, ma precisamente il nostro mondo.