Rizzoli Libri
Libri editi da Rizzoli con argomento Musica Hip Hop EUROPA
Dietrologia. I soldi non finiscono mai Fabri Fibra - Rizzoli, 2011 - 24/7
Non un romanzo né l'ennesima inutile autobiografia di un vip. Chi lo ha scritto è il protagonista indiscusso della scena rap nel nostro Paese, Fabri Fibra, pluri-disco di platino. Lo ha scritto per dire che il rap, musica della ribellione e dell'emancipazione ovunque, da noi risuona a vuoto, trovando un terreno sterile per il proprio messaggio. Perché? Il problema è l'Italia, Paese che ha la delirante pretesa di paragonarsi ad altre realtà socialmente avanzate, come la Francia, l'Inghilterra o gli Stati Uniti, ma è dominato da una generazione di vecchi che hanno schiacciato i giovani, hanno ucciso la creatività, hanno ipnotizzato le menti. E un "matrix", come lo definisce Fibra, una palude nella quale gli italiani sono felicemente intrappolati. I settantenni che non mollano il potere. Il mercato del lavoro blindato: o fai il mestiere di tuo padre (che faceva quello di suo padre), o non fai nulla. Una generazione persa nel web, le mamme che rovinano le figlie pensando che l'unica strada possibile passi per la seduzione, o meglio per la prostituzione. I grandi tabù: parlare di soldi, fare soldi, avere successo. La passione nostrana per le scorciatoie e per la contraffazione. In Italia basta apparire. Un unico sport, il calcio, canzoni e film tutti uguali, uomini e donne come clonati dalla tv. Nessuna possibilità di scegliere davvero. Prefazione di Marco Travaglio.
Il giorno dopo Luchè - Rizzoli, 2019 - Varia
«C'è qualcosa che caratterizza e avvicina noi napoletani ai neri d'America, è una voglia e un bisogno di riscatto sociale. Spesso avviene con mezzi superficiali tipo l'ostentazione di marche, dello stile, della ricchezza, che poi si traducono in una vita da fuorilegge. Vorrei tanto che avvenisse, invece, con una rivoluzione sociale: spesso ci sentiamo così impotenti contro la società che ci giudica, che ci limitiamo a reagire nella sfera delle nostre relazioni private, illudendoci di dare un'immagine vincente di noi stessi, invece di combattere e vincere davvero. Forse non sappiamo vincere. Vincere richiede freddezza, gelo, cinismo. E noi siamo fin troppo passionali, orgogliosi e insicuri per questo.». Le contraddizioni e la fragilità della terra dove è cresciuto fanno da sfondo al racconto che Luchè fa della sua vita e della passione per la musica attraverso la quale racconta il mondo. Un racconto fatto di speranze e momenti bui, di determinazione e amicizia. Un racconto che racchiude l'essenza di un ragazzo che, innamorato dell'hip hop, decide che la sua vita lo porterà lontano. Centrando in pieno l'obiettivo.
Dietrologia. I soldi non finiscono mai Fabri Fibra - Rizzoli, 2013 - Bur Best Bur
Non un romanzo né l'ennesima inutile autobiografia di un vip. Chi lo ha scritto è il protagonista indiscusso della scena rap nel nostro Paese, Fabri Fibra, pluri-disco di platino. Lo ha scritto per dire che il rap, musica della ribellione e dell'emancipazione ovunque, da noi risuona a vuoto, trovando un terreno sterile per il proprio messaggio. Perché? Il problema è l'Italia, Paese che ha la delirante pretesa di paragonarsi ad altre realtà socialmente avanzate, come la Francia, l'Inghilterra o gli Stati Uniti, ma è dominato da una generazione di vecchi che hanno schiacciato i giovani, hanno ucciso la creatività, hanno ipnotizzato le menti. È un "matrix", come lo definisce Fibra, una palude nella quale gli italiani sono felicemente intrappolati. I settantenni che non mollano il potere. Il mercato del lavoro blindato: o fai il mestiere di tuo padre (che faceva quello di suo padre), o non fai nulla. Una generazione persa nel web, le mamme che rovinano le figlie pensando che l'unica strada possibile passi per la seduzione, o meglio per la prostituzione. I grandi tabù: parlare di soldi, fare soldi, avere successo. La passione nostrana per le scorciatoie e per la contraffazione. In Italia basta apparire. Un unico sport, il calcio, canzoni e film tutti uguali, uomini e donne come clonati dalla tv. Nessuna possibilità di scegliere davvero. Prefazione di Marco Travaglio.