Rizzoli Libri
Libri editi da Rizzoli con argomento Psicologia Sociale Psicologia sociale, di gruppo o collettiva
Idee forti. Dalle leggende metropolitane ai prodotti: perché alcuni concetti durano e altri no Heath Chip Heath Dan - Rizzoli, 2007 - Etas Management
Ogni giorno entriamo in contatto con un numero praticamente illimitato di idee, ma solo alcune di esse sono destinate a imprimersi nella nostra mente, ad attecchire nel terreno fertile del nostro pensiero. Perché ciò accade? QuaLI sono le caratteristiche che accomunano le idee che si impongono rispetto alle altre, che svaniscono senza lasciare traccia, indipendentemente dal loro valore e dal fatto che siano vere o meno? In un'epoca in cui nascono mille idee al giorno e poche all'anno ne sopravvivono, il libro dei fratelli Heath rivela le caratteristiche delle idee "stick", quelle capaci di "restare attaccate", che fanno presa sul pubblico e penetrano nella società, analizzando le idee vincenti nei campi più diversi - dall'economia alle leggende metropolitane, dalla politica alla psicologia - per carpirne i segreti. Scopriamo così che le idee forti, di qualsiasi tipo siano e in qualunque campo vengano utilizzate, hanno tutte alcune caratteristiche in comune - semplicità, capacità di sorprendere, concretezza, credibilità, emozioni da comunicare, una storia da raccontare - e come ciascuno di noi può riuscire a rendere efficaci le proprie.
Dietro lo specchio. Realtà e sogni dell'uomo di oggi Andreoli Vittorino - Rizzoli, 2005 - Bur Saggi
L'uomo del terzo millennio: bombardato di stimoli, ma sempre più isolato nel suo mondo virtuale. Un uomo che si affida al caso per sfuggire a qualsiasi responsabilità. Un uomo complicato e accecato dall'invidia. Disposto a uccidere per sopravvivere. Un uomo abbruttito dall'assenza di valori e dalla smania di potere. Un ritratto impietoso che però lancia un'ipotesi di redenzione. Al limite tra genetica e morale.
La vita digitale Andreoli Vittorino - Rizzoli, 2008 - Bur Saggi
Ormai abbiamo in tasca il mondo intero. In pochi centimetri di plastica e microchip sono racchiuse infinite possibilità di comunicare, informarsi, divertirsi, concludere un affare, e addirittura innamorarsi. È il telefonino: simbolo dell'era digitale, strumento che incarna e riassume il bisogno tutto umano di parlare, ascoltare, capire. C'è chi sfoggia il modello di "quarta generazione" e chi eredita quelli dei fratelli maggiori. Chi ci urla dentro gesticolando e chi lo contempla come in un raptus. A tutti, questo piccolo oggetto ha rivoluzionato la vita. In meglio o in peggio? Stiamo rischiando di chiuderci in un "autismo digitale"? Di volta in volta idolatrato come l'incarnazione stessa del progresso o al contrario additato come allegoria di una generazione incapace di relazionarsi con sé e con il prossimo, il telefonino è lo specchio di un'epoca, dà corpo alle contraddizioni di tutta la società. Vittorino Andreoli prende le mosse dall'uso e abuso del cellulare per interrogarsi sugli uomini, le donne e soprattutto i ragazzi e le ragazze di oggi, sui loro stili di vita, sui loro atteggiamenti verso gli altri, verso la vita stessa. Celebra le conquiste dell'informatica e le opportunità illimitate di un mondo in cui le distanze non esistono più, ma al contempo ci invita a non perdere di vista la dimensione umana, a non sacrificare la nostra intelligenza a un idolo tecnologico. E a non affidare alle macchine il nostro potere di pensare e decidere.