Rubbettino Libri
Libri editi da Rubbettino con argomento Italia Societa Ricerche e statistiche sociali
Oltre il rancore. Viaggio nel ceto medio italiano dal dopoguerra alla pandemia Risso E. (Cur.) - Rubbettino, 2022 - Varia
Gli elementi caratterizzanti l'animus della middle class italiana, che la distinguono dagli altri segmenti sociali, possono essere descritti in un decalogo (vedi in particolare il sesto capitolo di Risso): una minor presa del senso del dovere; una maggiore valenza degli aspetti relazionali quali amicizia e equilibrio; una certa attenzione alla cultura; la ricerca di una vita dinamica e vitale; una maggiore valenza del tema sicurezza; il maggior peso del concetto di forza; una maggiore pulsione verso l'essere una persona aperta; una minore propensione alla leggerezza fine a se stessa; una non particolare propensione alla spiritualità e al credo; la ricerca del bello, dell'eleganza e dell'ammirazione. La middle class ha ampiamente abbandonato la volontà di realizzare nuovi futuri sociali, ma è concentrata sul dare valore alle cose che "costituiscono il tutto dell'esistenza", che generano senso narrativo per sentirsi su un gradino nella scala sociale più alto o particolare e differente. Gestire il tempo, dimostrare la distanza dagli altri, mangiare in modo ricercato, teatralizzare il proprio sapere e quello dei figli, mostrare il peso e il valore delle proprie relazioni sono i tratti complessivi del copione dell'esistenza che piace mettere in scena a una gran parte del ceto medio. Il quadro che esce dalla lettura di "Oltre il rancore" è a tinte fosche: il pessimismo ha preso il sopravvento, gli stati di conflitto sembrano nuvole all'orizzonte, l'infragilimento è complessivo. Eppure, abbiamo il dovere di leggere più in profondità i tentativi di risposta del ceto medio italiano. Occorre volgere lo sguardo anche alla sua resilienza, alla sua indomita costruzione di filiere produttive e di senso per il lavoro, al ripensamento nei gusti e nelle aspirazioni.
33° Rapporto Italia 2021. Percorsi di ricerca nella società italiana Eurispes (Cur.) - Rubbettino, 2021 - Varia
La società complessa sembra opporre forte resistenza al lavoro di ricerca sociale; ogni lettura ideologica forte è destinata ad essere in breve falsificata dall'altissimo numero di fattori in gioco e dall'inestricabile rete che li intreccia e li organizza su piani diversi. Ciò non significa, tuttavia, che si debba rinunciare a priori ad una lettura macro-sociologica della realtà, ad una lettura per blocchi di fenomeni e per grandi processi di trasformazione. Quel che sembra inevitabile è, piuttosto, abbandonare la pretesa di possedere la verità nella sua intaccabile interezza. Il crollo delle sicurezze socio-ideologiche degli ultimi decenni dovrebbe averci insegnato almeno questo: una maggior consapevolezza ed un maggior grado di modestia. Siamo impegnati in un lavoro di conoscenza che si definisce progressivamente, che costantemente rivede i propri strumenti operativi, le proprie "verità", i confini della propria esperienza. Alla base del Rapporto Italia c'è questa consapevolezza e la conseguente volontà di non cedere al fascino di un punto di osservazione forzosamente unificante. Il nostro lavoro è, piuttosto, il tentativo di compenetrare fra loro prospettive diverse, di seguire, finché le tracce lo rendano plausibile, diversi percorsi, di costruire provvisori piani di comprensione e spiegazione dei fatti. Come strumenti di lavoro e di orientamento (ma solo in quanto tali) quest'anno abbiamo isolato sei polarità sociali che, per ragioni diverse, ci sono sembrate decisive nell'attualità del caso-Italia, benché, in nessun caso "decisivo" voglia dire "unico" o "insostituibile": Continuità, Frattura, Oikos, Kosmos, Sostenibilità, Insostenibilità Scienza, Coscienza, Salute, Malattia, Meridione, Settentrione. La prima cosa che bisogna dire circa la struttura del Rapporto riguarda, dunque, la scelta metodologica e culturale di individuare quella che abbiamo chiamato "la dialettica degli opposti". La scelta merita una qualche spiegazione. Nella difficoltà di rappresentare la complessità, abbiamo operato sui luoghi "estremi" dei processi sociali, nella convinzione che ai confini le logiche sociali si decantino e mostrino con maggiore evidenza la loro forza o la loro debolezza. La dialettica degli opposti ha questo innegabile vantaggio che, abbandonato il sogno statistico della media, mostra le polarità e gli intrecci fra i termini estremi. Ovviamente c'è anche un limite: quello di tenere in minore considerazione il corpo centrale della problematica, ma questo è il prezzo che il Rapporto ha deciso di pagare allorché ha fatto la sua scelta metodologica e culturale. Si tratta di un metodo che può non essere condiviso, che può essere criticato in nome di altri possibili metodi, ma che a noi è sembrato particolarmente istruttivo e, soprattutto, rispondente alla linea di lavoro che il nostro Istituto persegue attraverso le sue ricerche. Detto questo, si potrebbe credere che i singoli saggi dedicati alle diverse polarità individuate pretendano di possedere una qualche esaustività. In verità le cose non stanno in questo modo. Sarebbe stato praticamente impossibile pensare di esaudire le diverse questioni con un saggio breve: ogni punto preso in considerazione dal nostro Rapporto avrebbe meritato ben altro spazio. I diversi saggi operano, al proprio interno, un taglio di lettura, disegnano un percorso di riflessione. Si può dire che essi stanno, rispetto al tema considerato, tanto in una relazione di carattere generale che in una di carattere specifico e particolare. Questo carattere parziale e, quindi, di proposta dei singoli saggi ha richiesto che la struttura del Rapporto venisse arricchita da ulteriori elementi: le schede. Le diverse schede realizzate sono tutte riconducibili ai saggi base, ne costituiscono, per così dire, il prolungamento fenomenologico, ma, al tempo stesso, rappresentano il punto di partenza concreto per una lettura critica dei saggi stessi.