Libri sulla pittura italiana moderna
Testi e saggi sul Futurismo, il Novecento e le avanguardie pittoriche italiane
Il Settecento a Verona. Tiepolo, Cignaroli, Rotari. La nobiltà della pittura. Catalogo della mostra (Verona, 26 novembre 2011-9 aprile 2012). Ediz. illustrata Magani F. (Cur.) Marini P. (Cur.) Tomezzoli A. (Cur.) - Silvana, 2011 - Cataloghi Di Mostre
Il catalogo accompagna la rassegna espositiva ospitata a Verona, che vuole approfondire un momento della civiltà pittorica scaligera finora mai indagato: il Settecento. Con la riproduzione di circa 150 capolavori tra dipinti, disegni, stampe e documenti, provenienti da importanti musei italiani e stranieri, il volume evidenzia le peculiarità della cultura e della tradizione pittorica settecentesca a Verona, città che riuscì a mantenere sempre autonomia e originalità rispetto alle correnti dominanti nella vicina Venezia. Fra gli artisti spiccano le personalità di Pietro Antonio Rotari, definito il "pittore della corte russa" per aver lavorato a lungo a servizio degli zar e dell'imperatrice Elisabetta, e di Giambettino Cignaroli, fondatore dell'Accademia di Pittura che oggi porta il suo nome, entrambi emblemi di un classicismo di grande innovazione e modernità. Ampio spazio è dedicato ai vedutisti come Bernardo Bellotto, e naturalmente alle opere realizzate per la città scaligera da Giambattista e Giandomenico Tiepolo. I numerosi saggi accolti nel volume indagano con completezza vari aspetti legati alla civiltà veronese del Settecento, offrendo un quadro degli avvenimenti storici e sociali e documentando, oltre all'attività artistica, la riflessione sull'architettura e la produzione libraria. Il volume è completato da apparati bibliografici. Testi di: Irina Artemieva, Alessandro Corubolo, Fabrizio Magani Sergio Marinelli, Paola Marini, Loredano Olivato, Gian Paolo Romagnani...
Capolavori della pittura veneziana del Settecento dalle collezioni dell'Accademia Carrara di Bergamo. Catalogo della mostra. Ediz. italiana e inglese Rodeschini M. C. (Cur.) - Silvana, 2011 - Cataloghi Di Mostre
Il museo di Waldemarsudde a Stoccolma ospita nell'anno delle celebrazioni dei 150 anni dell'Unità d'Italia una preziosa selezione dalle raccolte d'arte dell'Accademia Carrara di Bergamo, pinacoteca tra le più raffinate d'Europa, frutto della passione del collezionismo privato della città. Ai segnali di decadenza politica ed economica della Repubblica Veneta, la pittura rispose nel Settecento con un periodo di eccezionale splendore. L'indimenticabile scenografia dello spazio urbano che si affacciava in laguna diveniva il soggetto preferito di capaci e sensibili artisti (Canaletto, Guardi) che con le loro vedute esportarono il mito di Venezia nel mondo. I pittori della terraferma eccellevano contemporaneamente nel genere del ritratto, che si caratterizzava per il forte sentimento di realtà che guidava i suoi artefici (Fra' Galgario, Ceruti). Venezia espresse nel Settecento una vitalità culturale capace di conquistare l'immaginario europeo e la sua pittura la rese visibile. Il volume accoglie un saggio della curatrice e le schede relative alle opere.
L'elogio della tavola tra conversazione, cibo e mondanità. Catalogo della mostra (Modena, 17-25 febbraio 2007). Ediz. illustrata Cagianelli F. (Cur.) Fugazza S. (Cur.) - Silvana, 2007 -
Il volume, che accompagna l'omonima mostra allestita in occasione di Modenantiquaria, presenta quaranta opere incentrate sulla rappresentazione della tavola nella pittura dell'Ottocento e del primo Novecento. Un tema assolutamente originale, che viene affrontato nelle sue varie declinazioni: il luogo innanzitutto, dal desco familiare al caffè mondano, dall'osteria al pergolato; il momento, spesso legato a riti quotidiani, come l'ora del the o il pranzo familiare, fino al brindisi nell'interno borghese; e ancora, il rapporto con il cibo, dalla tavola imbandita, al pasto frugale. I vertici dell'arte del convito nell'Ottocento si ritrovano nelle tavole imbandite di Giovanni Boldini, Giuseppe De Nittis, o nei caffè di Federico Zandomeneghi, mentre l'esplorazione delle mense più povere viene praticata, sullo scorcio del Novecento, dai protagonisti del filone umanitario, come Angelo Morbelli o Attilio Pusterla, e, successivamente da Ottone Rosai. Estranei tanto all'elitaria temperie belle époque quanto al filone umanitario sono infine i ritrovi conviviali immersi in luci multicolori e sfrenate, da Plinio Nomellini fino a Piero Marussig.