Skira Libri
Libri editi da Skira con argomento Arazzi ARTI
Gli arazzi dei Gonzaga nel Rinascimento. Ediz. illustrata Delmarcel G. (Cur.) - Skira, 2010 - Arte Antica. Cataloghi
Tessuti, arazzi e musica erano i prodotti principali dei Paesi Bassi, secondo quanto scriveva l'ambasciatore veneziano Vincenzo Quirini nel 1506. Entro questa data la produzione di arazzi nei territori indicati oggi come Fiandre e Brabante aveva già raggiunto un livello di eccellenza e vi sono indizi che la nobiltà italiana conoscesse e apprezzasse quest'arte sino dai suoi esordi nel XIV secolo. Questi grandi arredi per ambienti potevano essere prestati ad amici e alleati e costituivano, innanzitutto, una chiara manifestazione della ricchezza e del prestigio dei loro proprietari. In questo senso possono essere considerati una componente essenziale della creazione ed esibizione della propria immagine politica. Gli arazzi trattati nel volume comprendono i sessantasei panni d'arazzo (i soli sopravvissuti di una collezione ben più ampia) provenienti dalle raccolte di Isabella d'Este, Federico II, Ercole, Ferrante, Francesco Gonzaga, vescovo di Mantova, e Alfonso I Gonzaga di Novellara: alcuni di questi erano principi che, come Cosimo I de' Medici, Ercole II d'Este e Federico II Gonzaga, regnarono su questi stati, altri come Ippolito II d'Este e Ercole Gonzaga, facevano invece parte del collegio dei cardinali, o, come Ferrante Gonzaga, erano al servizio dell'imperatore. Il volume è il catalogo della mostra di Mantova (Fruttiere di Palazzo Te, Palazzo Ducale, Museo Diocesano, 13 marzo - 27 giugno 2010).
Da Kandinsky a Botero. Tutti in un filo. L'arazzeria Scassa e l'arte del '900. Ediz. a colori Avanzo Cincotti - Skira, 2018 - Cataloghi D'arte Moderna
Quando Vassily Kandinsky, precursore e fondatore della pittura astratta, nel 1925 dipinse Rosso, Giallo, Blu mai avrebbe immaginato che un italiano, innamorato dell'arte contemporanea, del suo quadro avrebbe fatto un arazzo talmente bello da sembrare un dipinto. In "Da Kandinsky a Botero. Tutti in un filo" trame preziose incontrano le grandi opere del Novecento, in un percorso attraverso oltre cento arazzi provenienti da una delle ultime arazzerie italiane, l'Arazzeria Scassa, fondata nel 1960 da Ugo Scassa nella Certosa di Valmanera, alle porte di Asti. Come spiega Vittorio Sgarbi "Oltre ai grandi artisti italiani, che hanno disegnato direttamente su richiesta di Ugo Scassa, l'arazzeria traduce in nobili forme anche i pensieri più acuminati di Paul Klee, di Max Ernst, di Vassily Kandinsky, così come quelli più edulcorati e decorativi di Henri Matisse, Joan Miró e Salvador Dalí. Accade, nella trasposizione, che gli arazzi esprimano una estetica più calda e accogliente dei dipinti che li originano, stabilendo una autonoma estetica che fa dei dipinti dei grandi maestri del Novecento il pretesto per un'immagine nuova." Pubblicato in occasione della mostra veneziana, il volume presenta gli arazzi dei grandi maestri del Novecento del panorama artistico italiano e internazionale, quali Basaldella, Botero, Cagli, Capogrossi, Casorati, de Chirico, Clerici, Dalí, Ernst, Gribaudo, Guttuso, Kandinsky, Klee, Mastroianni, Matisse, Miró, Muzzi, Omiccioli, Piano, Sironi, Spazzapan, Warhol: opere straordinarie, capaci di stupire e "catturare" chiunque, per la finezza dell'ordito, la maestria nel miscelarne i colori sulla tela, filo dopo filo, intreccio dopo intreccio, per dar vita a veri capolavori.
Museo degli arazzi Scassa. Ediz. italiana e inglese Terraroli V. (Cur.) - Skira, 2010 - Musei E Luoghi Artistici
Alle porte di Asti, nell'edificio della Certosa di Valmanera (l'antico monastero costruito nell'XI secolo dai monaci Vallombrosiani) è ospitato un museo e una manifattura di arazzi contemporanei: una delle poche ancora operanti in Italia. L'arazzeria, in cinque sale distribuite su due piani, presenta una collezione di arazzi tessuti su bozzetti di quadri dei maggiori pittori italiani e stranieri: Cagli, Capogrossi, Casorati, de Chirico, Guttuso, Mastroianni, Mirko, Spazzapan, Tadini, Turcato, Vedova, Zancanaro, Dalí, Ernst, Kandinskij, Klee, Matisse e Miró. Adiacente e comunicante con i locali del museo il laboratorio di tessitura.