Utet Libri
Libri editi da Utet con argomento Lombroso Cesare SOCIETÀ E SCIENZE SOCIALI
Cesare Lombroso cento anni dopo - Utet, 2009 - La Storia
Con l'apporto dei maggiori studiosi del padre dell'antropologia criminale sia italiani che stranieri, e di scienziati e docenti oggi attivi nei campi di ricerca e nelle professioni da lui fondate o innovate, il volume affronta la "galassia" Lombroso sotto molteplici punti di vista, aprendo nuovi filoni di ricerca e facendo il punto su una serie di questioni ancora oggetto di discussione. Lombroso viene cosi collocato nell'orizzonte internazionale in cui "L'uomo delinquente" e le altre opere circolarono ampiamente, offrendosi a una molteplicità di letture e suscitando ovunque ampie discussioni, poiché questi scritti investivano problemi fortemente sentiti dall'opinione pubblica e dalle classi dirigenti dell'epoca. La diffusione proteiforme del crimine e l'inefficacia delle misure di prevenzione e di repressione, il nuovo ruolo della donna nel mondo contemporaneo, lo status delle minoranze etniche e degli immigrati, i diritti della società e quelli dei singoli, ancorché devianti, la malattia mentale e il suo trattamento, il potere rivendicato dagli scienziati di intervenire su qualsiasi aspetto della vita individuale e collettiva: sono queste alcune delle grandi questioni che le società nate dalle rivoluzioni sette-ottocentesche si trovarono a dover affrontare per la prima volta, o comunque in termini del tutto nuovi rispetto al passato. Lombroso fu uno dei grandi animatori di questo dibattito sovranazionale.
Cesare Lombroso Bulferetti Luigi - Utet, 1975 - La Vita Sociale Della Nuova Italia
Cesare Lombroso - UTET
Il museo di antropologia criminale «Cesare Lombroso» - Utet, 2009
A cento anni dalla morte di Cesare Lombroso, fondatore dell'Antropologia criminale, riapre a Torino il suo "museo criminale". Le collezioni comprendono preparati anatomici, disegni, fotografie, corpi di reato e produzioni artigianali e artistiche, anche di pregio, realizzate da internati nei manicomi e da carcerati. Lombroso iniziò a raccogliere questi materiali intorno al 1859 e continuò a farlo per tutta la vita, con l'aiuto di allievi e ammiratori che in Italia e negli altri paesi europei, in Africa, America, Asia e Australia, si ispirarono alle sue teorie. Fu poi Mario Carrara, genero e successore di Lombroso, a proseguirne l'opera fino al 1932, quando venne espulso dall'Università per aver rifiutato di giurare fedeltà al fascismo. Il museo, unico al mondo, non è una raccolta di strumenti di punizione, anche se ne possiede alcuni; non vuole offrire al pubblico una sequenza di grandi criminali e di delitti efferati, sebbene tratti anche della criminalità. Intende, invece, presentare il pensiero di uno scienziato fortemente interessato ai problemi della sua epoca e che fu guidato da una profonda curiosità verso il crimine e verso qualsiasi forma di devianza dalle norme della società borghese ottocentesca, un'anormalità intesa anche in senso positivo, nelle persone di genio artistico, scientifico o politico capaci di far progredire l'umanità.