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Libri editi da Youcanprint con argomento Ischia Società e cultura: argomenti d'interesse generale
Ischia, l'antica Pythecusae. Miti, leggende, storia e curiosità di un'isola vulcanica Basile Bruno - Youcanprint, 2021 - Storia / Generale
Considerata la prima colonia in assoluto di tutta la Magna Grecia e di Sicilia, Ischia fu il primo approdo all'inizio dell'VIII secolo a.C. da parte di popolazioni di stirpe ellenica provenienti dalle città di Calcide ed Eretria nell'isola Eubea che s'installarono sul promontorio di Monte Vico nel territorio dell'attuale Comune di Lacco Ameno. L'insediamento di Monte Vico fu, in effetti, un emporion e non ebbe mai dignità di colonia, intesa quest'ultima come fondazione ecistica quale appendice di un gruppo dominante una polis nella madre patria. Il primitivo nome dato a questo sito fu Pythecusae o Pythecoussai e per l'importanza che esso raggiunse il toponimo fu esteso poi a tutta l'isola. Stando a questo toponimo, Ischia fu l'isola dei pythéci, cioè delle scimmie, o dei pythoi, cioè dei produttori di vasi? Ischia è un'isola vulcanica che si formò circa 150.000 anni fa attraverso eruzioni sottomarine ed il suo picco più alto, il Monte Epomeo, s'innalza fino a 789 metri s.l.m. Sono oltre 40 i crateri vulcanici sparsi sul territorio dell'isola. L'attività vulcanica e sismica, associata al mito del gigante Tifeo che giace sotto l'Epomeo per volere di Zeus, è proseguita per millenni anche con eruzioni violente intervallate da periodi di relativa quiescenza. L'ultima eruzione risale al 1302 con la colata dell'Arso. L'isola è famosa nel mondo, oltre per le sue bellezze naturali e un clima mite, anche come centro di prim'ordine per i tantissimi stabilimenti e parchi termali.
Isola incantata. Ischia: la «vita semplice» e la «cultura dell'essenziale» Castagna R. (Cur.) - Youcanprint, 2020 - Arte / Argomenti E Temi / Paesaggi
Ovunque si vada in Italia, anche in molte città, la caratteristica più evidente del paesaggio è il contadino. Su un'isola come Ischia si nota maggiormente tale aspetto, specialmente se si considerano i pescatori, i coltivatori del mare, insieme ai coltivatori della terra. Ciò che colpisce nel libro di Lowrie sono alcune descrizioni della vita che si offriva alla gente del posto e ai turisti, con le sue privazioni (che non erano ancora tali) e con le sue varie manchevolezze che ben si sopportavano (anche perché non si conosceva di meglio): strade dissestate, trasporti scarsi, ma soprattutto carenza di acqua (nonostante l'abbondanza di acque termali). Bisognava fare attenzione ad accumulare acqua piovana nelle cisterne per le necessità di cucina e di lavaggio: due scene colpiscono soprattutto e cioè il trasporto del prezioso liquido in casa con recipienti agevolmente e con sicurezza portati sulla testa (soprattutto dalle donne) o con due secchi nelle mani di giovani portatori; l'utilizzo di mano d'opera giovanile per i bisogni familiari. L'acqua da bere si prendeva alle sorgenti naturali che esistevano sull'isola o ai pozzi privati. Tutte cose che si vivevano con naturalezza, allegramente e senza alcun silente brontolio. Una circostanza che molti ancora ricorderanno, come protagonisti di queste passate vicende.
Il mito della Terra Cava a Ischia Iacono Salvatore Marino Capuano Paolo - Youcanprint, 2018
In questo saggio gli autori estrapolano dall'atavico "mito della terra cava" ciò che riguarda la loro amata isola, andando a gettare le basi sulla quale poggeranno il loro "Mito della terra cava a Ischia". Verranno prese in considerazione leggende e documenti storici con l'intento di trovare quel filo conduttore che giungerebbe fino ai giorni nostri. Le particolari ricerche rese pubbliche a partire da "Epomeo, figlio di Agarthi" troveranno nuova linfa vitale grazie a preziosi documenti forniti da Paolo Capuano, pronipote di quel Giulio Grablovitz padre della sismologia moderna. Non sono passati che pochi anni da quando vennero trovati, ben nascoste in una carta nautica, una serie di documenti appartenuti allo scienziato Giulio Grablovitz, triestino di nascita ma ischitano di adozione. Il loro studio, grazie a importanti testimonianze raccolte in prima persona direttamente in casa Grablovitz, dimostra che a cavallo tra il XIX e il XX secolo visse qualcuno che capì di trovarsi al cospetto di fenomeni tutt'altro che naturali e tutti interessanti i cieli e i mari ischitani. Due ricerche parallele ma confluenti in un'unica direzione.