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- 9788897363569 Guerra psicologica. Saggio sulle moderne tecniche militari cognitive e di disinformazione
- 9788894807080 Massime sulla guerra
La cultura in armi. Gli intellettuali tedeschi e la grande guerra Gorgone S. (Cur.) Miglino G. (Cur.) - Mimesis, 2019 - Novecento
«Da ieri siamo un popolo in armi. [...] Potesse l'oratore di oggi trasformare ogni parola in una baionetta, in un fucile, in un cannone!» Così si esprimeva il filosofo e teologo tedesco Ernst Troeltsch in un discorso tenuto presso l'Università di Heidelberg il 2 agosto 1914. Queste espressioni sono emblematiche di quel Krieg der Geister, di quella "guerra degli spiriti", che gli intellettuali e gli accademici tedeschi credettero di dover condurre, a colpi di appelli e proclami, a sostegno delle operazioni militari con l'obiettivo di giustificare e dare un senso ampiamente culturale all'immane sforzo bellico e al terribile sacrificio del popolo tedesco. Mentre Inghilterra e Francia potevano rivendicare, per quanto ideologicamente, la missione universale di combattere per la democrazia e la libertà, la Germania non solo non poteva dichiarare di avere una missione di questo tipo, ma doveva anche fare chiarezza, persino al suo interno, sugli obiettivi stessi della guerra. Per questo le argomentazioni tedesche, di cui sono intrisi gli scritti qui presentati in traduzione italiana, se sono da un lato quasi sempre essenzialmente difensive, risultano dall'altro di grande interesse per il modo in cui riflettono sul carattere nazionale - passato, presente e futuro - della Germania.
La deriva di un continente. Conflitti e territorio nella modernità Virilio Paul Villani T. (Cur.) - Mimesis, 1994 - Millepiani
La deriva di un continente. Conflitti e territorio nella modernità - Mimesis
Paesaggio di guerra Lewin Kurt - Mimesis, 2017 - Eterotopie
Nel 1914 Kurt Lewin, pioniere della psicologia sociale, si arruola come soldato semplice volontario. In quattro anni Lewin è promosso tenente, perde un fratello, viene ferito gravemente ed è decorato con l'Eisernes Kreuz. Alla luce di tale esperienza, questo testo si sofferma da un punto di vista sociologico e psicologico sulla concezione di spazio e paesaggio nei terrori di guerra. All'attenta osservazione di Lewin non sfugge un aspetto fondamentale che si manifesta per la prima volta nel corso della Grande Guerra, e cioè che i processi di industrializzazione hanno modificato sensibilmente l'ordine della realtà spaziale, la percezione del paesaggio, i modi di essere nello spazio durante il conflitto. Un saggio che coglie l'importante nesso tra spazio "fisico" e spazio "psicologico", non soltanto nella guerra-di un tempo, ma anche nei conflitti ipertecnologizzati di oggi. Il testo di Raffaele Scolari che accompagna il saggio di Lewin è volto a porre in evidenza questa continuità, e più precisamente a mostrare come il processo di invisibilizzazione della guerra, che oggi può dirsi compiuto, abbia avuto origine proprio in ciò che cento anni fa l'autore tedesco aveva protocollato con rigore scientifico.