Alinari 24 Ore Libri
Libri editi da Alinari 24 Ore con argomento Sigari
Il Sigaro Toscano. Una passione italiana - Alinari 24 Ore, 2008 - Made In Italy
Il volume è un'elegante dichiarazione d'amore per un prodotto che ha una "valenza culturale", finora sottovalutata, di "ancoraggio" al territorio in cui è nato, la Toscana dei Granduchi di Lorena, e al lavoro delle donne, le sigaraie (operaie addette al confezionamento a mano dei sigari), che con l'autonomia del lavoro e l'impegno sociale e politico - testimoniato nel libro da una foto degli Archivi Alinari che le ritrae mentre sfilano in corteo durante le Cinque Giornate di Milano - furono un innegabile modello di emancipazione femminile. Oltre a raccontare i "primi anni di vita" del tabacco in Europa, a volte utilizzato dalla vecchia farmacopea come pianta medicinale, altre "messo all'indice" come erba diabolica e corruttrice, il volume offre anche una vasta galleria iconografica dei personaggi appassionati fumatori di questo sigaro, dalla caratteristica forma a fuso, che per quasi due secoli ha accompagnato la grande Storia d'Italia e le piccole storie degli italiani come un fedele e silenzioso amico sempre presente.
Io c'ero! Toscano. 150 anni di storia e passione per l'Italia. Ediz. illustrata Criscenti L. (Cur.) - Alinari 24 Ore, 2018 - La Fotografia Racconta
"Secondo la tradizione, il sigaro Toscano nasce nell'agosto 1815, quando nella Manifattura tabacchi di Firenze - fondata nel 1810 con decreto del granduca Ferdinando III nei locali del convento di S. Orsola dal granduca Ferdinando III - una partita di tabacco Kentucky fu lasciata ad essiccare al sole estivo, venne annacquata da un violento acquazzone estivo. Per non perdere questa partita di tabacco, fu deciso di produrre dei sigari economici da vendere anche a fasce di consumatori meno abbienti. Il prodotto incontrò subito un grande successo, non solo per il suo minor costo, ma soprattutto perché aveva un sapore più intenso, più maschio, dei sigari normali preferiti dai signori, davano un senso di maggiore consistenza e pareva che avessero meno nicotina, una sensazione che poi gli analisti riconobbero esatta. La casualità fece capire che l'acqua faceva rifermentare il tabacco e consentiva di produrre un sigaro del tutto "nuovo" che fu regolarmente commercializzato dal 1818. Un successo che portò la produzione in altre fabbriche oltre a quella storica di Sant'Orsola, tra cui Lucca e Massa e, in tempi successivi anche fuori dalla Toscana, nelle città di Sestri Ponente, Modena e Chiaravalle". (Stefano Cordero di Montezemolo)