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- 9788892221826 Il cristiano e il «fine vita» per una scelta consapevole. Eutanasia, accanimento terapeutico, cure palliative, diritti del malato e doveri dei medici e dei parenti
Eutanasia. Spunti per un dibattito Aramini Michele - Ancora, 2006 - Focus
Nel testo vengono prese in considerazione le ragioni pro e contro la legalizzazione dell'eutanasia. Il percorso inizia la storia dell'eutanasia e la chiarificazione dei termini: eutanasia, accanimento terapeutico, "morire degnamente". Subito dopo l'autore si interroga sui fattori che spingono a chiedere l'eutanasia e sulle scelte dei paesi in cui si è deciso di praticarla, in particolare l'Olanda. Si passa quindi ad esaminare le ragioni teoriche a favore: la posizione della Chiesa cattolica viene presentata insieme alle critiche che il pensiero laico le rivolge. Infine si traggono alcune possibili conclusioni e risposte alla domanda se esistano vere e praticabili alternative all'eutanasia.
La proposta e l'esperienza della condivisione, oltre l'eutanasia. Atti del Convegno AVCL (Milano, 16 maggio 2019) Conti Mariantonia Mariani Vittore Riva Angelo - Ancora, 2019 - Frammenti
«Condividere l'intenzione suicida di un altro e aiutarlo a realizzarla mediante il cosiddetto "suicidio assistito" significa farsi collaboratori e qualche volta attori in prima persona, di un'ingiustizia, che non può mai essere giustificata, neppure quando fosse richiesta. [...] l'eutanasia deve dirsi una falsa pietà, anzi una preoccupante "perversione" di essa: la vera "compassione", infatti, rende solidale col dolore altrui, non sopprime colui del quale non si può sopportare la sofferenza. E tanto più perverso appare il gesto dell'eutanasia se viene compiuto da coloro che - come i parenti - dovrebbero assistere con pazienza e con amore il loro congiunto o da quanti - come i medici -, per la loro specifica professione, dovrebbero curare il malato anche nelle condizioni terminali più penose. La scelta dell'eutanasia diventa più grave quando si configura come un omicidio che gli altri praticano su una persona che non l'ha richiesta in nessun modo e che non ha mai dato a essa alcun consenso. Si raggiunge poi il colmo dell'arbitrio e dell'ingiustizia quando alcuni, medici o legislatori, si arrogano il potere di decidere chi debba vivere e chi debba morire» (Giovanni Paolo II, Enciclica "Evangelium vitae", n. 66).