Aragno Libri
Libri editi da Aragno con argomento Rivoluzione Francese
La delinquenza nella Rivoluzione francese Lombroso Cesare - Aragno, 2021 - Biblioteca Aragno
La Storia è sancita da un capriccio, l'uomo agisce da sonnambulo, ignaro che tra agnello e lupo, tra carne e carnefice, tra preda e predatore la distanza è una finestra, una filastrocca. Più che guida, egli è guidato dai dettami della bramosia, dalla necessità di uccidere, da ambigue ambizioni. In una frase, di epigrafica sapienza, Cesare Lombroso dice tutto: "Quella che si suole chiamare Rivoluzione dell'89, non fu che una grande rivolta e un grande delitto politico che servì ad aumentare una triste serie di comuni delitti". In una frase, appunto - sintetica sentenza che identifica la geologia dello stile, la prestanza stilistica - Lombroso riassume i temi fondamentali del dibattito: la Rivoluzione francese non fu una rivoluzione, "effetto lento, preparato, necessario... espressione storica della evoluzione" ma una rivolta, "precipitosa, artificiale", che risponde "a cause poco importanti, non di rado locali". La rivoluzione comporta un cambiamento radicale, la rivolta una muta superficiale, mediata, mediatica, presto sopita. La rivolta, soprattutto, è affamata di sangue, si afferma nel sangue, ne ha bisogno, proclama la felicità - "Lo scopo della società è la felicità comune", recita il primo articolo della Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino del 1793 - perché propugna l'infelicità.
Annali della rivoluzione francese Rivarol Antoine - Aragno, 2017 - Biblioteca Aragno
Annali della rivoluzione francese - Aragno
Considerazioni sui principali avvenimenti della Rivoluzione francese Madame De Staël - Aragno, 2018 - Biblioteca Aragno
Scritte nel castello di Coppet e pubblicate postume nella primavera del 1818, le "Considérations sur les principaux événements de la Révolution française" costituiscono l'opera forse più bella e più complessa della produzione letteraria di Madame de Staël. Personalità eccezionale, vissuta a cavallo di due secoli, imbevuta di pensiero illuministico, madrina riconosciuta del Romanticismo europeo e di certo sentimento europeistico trascendente il cosmopolitismo settecentesco, testimone e in qualche caso protagonista della stagione rivoluzionaria, la de Staël rifiutò le posizioni di quanti, da qualunque sponda ideologica e culturale provenissero, coltivavano l'idea che la Rivoluzione fosse da considerare en bloc: un fenomeno diabolico e totalmente negativo, per gli uni, ovvero un fenomeno positivo, malgrado la stagione del Terrore, per gli altri. Ella propose, invece, in quest'opera, una lettura nuova della Rivoluzione che ne sottolineava fasi e momenti degenerativi e prefigurava le conclusioni cui sarebbero pervenuti storici liberali secondo una linea che, passando per Louis-Adolphe Thiers e Alexis de Tocqueville, giunge fino ad Alfred Cobban e a François Furet. Inoltre, al di là del discorso storiografico, le "Considérations sur le principaux événements de la Révolution française" sono importanti anche perché fissano alcuni punti fermi del pensiero politico di Madame de Staël: un liberalismo che non si fonda soltanto sul costituzionalismo ma che è anche, e soprattutto, etico. Prefazione di Francesco Perfetti.