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Libri editi da Biblion con argomento Violenza
Ricordi di Questura (1882) Giorio Federico Soresina M. (Cur.) - Biblion, 2021 - Storia, Politica, Società
«È il popolo che odia la polizia! Sì l'odia, e con ragione»: così Federico Giorio, nel suo scritto "Ricordi di Questura", edito a Milano dalla Tipografia Artistica nel 1882 e ripubblicato a cura di Marco Soresina, sintetizza il sentimento di fondo che pervade tutto il pamphlet: la ferma denuncia contro l'immoralità della polizia, contro una serie di pratiche comuni nelle questure d'Italia tra anni Sessanta e Ottanta dell'Ottocento. Per farlo, l'autore si serve della narrazione di un cospicuo numero di "fatti" (alcuni veri, altri presunti e privi di validi indizi probatori), racconti di violenze e umiliazioni a cui venivano sottoposti gli arrestati, allo scopo di testimoniare l'uso arbitrario e discrezionale delle leggi da parte dei poliziotti e denunciarne l'ingiustizia, l'illegalità, la prepotenza e l'impunità. Il testo è preceduto da una riflessione storiconarrativa sulla variegata società cittadina tardo-ottocentesca e sulla sua evoluzione, ben rappresentata nella vivacità delle scene e dei quadri di vita dipinti nei "Ricordi di Questura". Il tono provocatorio e la prosa di Giorio, alternativamente moralistica, dissacrante, a tratti calata in un registro voyeuristico, sono indice del tentativo di suscitare la curiosità e fomentare un pubblico eterogeneo di lettori, di estrazione prevalentemente piccolo borghese, affascinato da vicende scabrose, crimini, scandali. Il risultato è un libro «sdrucciolevole per lo storico», che difficilmente si inscrive in una categoria univoca, sfiorando e, al contempo, discostandosi sia dalla memorialistica sia dal genere dei pamphlet politici.
Riflessioni sulla violenza. Tra mondo antico e contemporaneità Foraboschi Daniele Foraboschi P. A. D. P. (Cur.) - Biblion, 2021 - Saggi
Nel presente volume, pubblicato postumo dopo la scomparsa dell'autore nel settembre 2018, Daniele Foraboschi ci consegna un'ampia e articolata riflessione sulle forme assunte dalla violenza nelle società antiche, senza trascurare di porne in evidenza gli aspetti di attualità, in ciò sorretto da una profonda consapevolezza critica del dibattito sul tema. "La violenza è radicata nel profondo della psiche umana oppure è la reazione inevitabile a relazioni sociali squilibrate e ingiuste?" Alimentando la crescente curiosità del lettore attraverso un caleidoscopio di racconti e di episodi al limite dell'inverosimile, puntualmente documentati nell'imponente apparato di citazioni bibliografiche, Foraboschi evita qualsiasi risposta definitiva. Dai sacrifici umani al cannibalismo, dalla sopraffazione dell'uomo sulla donna ai massacri e alle guerre, dal suicidio individuale a quello collettivo, dagli stupri alle torture l'essere umano ne esce in tutta la sua, pur esecrabile, complessità.