Bonanno Libri
Libri editi da Bonanno con argomento Diritto Romano Storia
Libertas e civitas in Roma antica Genovese Mario - Bonanno, 2012 - Scaffale Del Nuovo Millennio
Il volume, attingendo alla millenaria esperienza storico-culturale della civiltà romana, presenta i tratti caratterizzanti due cruciali concettualizzazioni giuridiche, libertas e civitas, che sono da ritenere senza dubbio fondanti delle successive e multiformi istituzioni civiche e politiche dell'Occidente. Nella convinzione che da una più consapevole visione diacronica traggano forza valori giuridici permanenti e perciò 'contemporanei', sono altresì oggetto di più ravvicinata analisi, per un verso, l'equilibrio storicamente realizzatosi tra sovraordinata preminenza politica di Roma repubblicana e spazi di libertas propri di molte comunità delle province, per altro verso, l'ardita costruzione giuridica per cui il principio di esclusività della civitas Romana, saldo fino al Principato, non precluse l'armonica integrazione tra la communis patria iuris da essa espressa e i valori particolaristici della patria naturae o loci dei cives nativi dei municipia sparsi nella penisola.
«Il crimen maiestatis». Dalle origini al principato augusteo Massimino Lorenzo - Bonanno, 2018 - Scaffale Del Nuovo Millennio
Nella Roma repubblicana, mentre cresceva sempre più di tono la tensione politica, i partiti non trascurarono nessuna occasione pur di allargare la base elettorale e i consensi popolari. Essi, in lotta fra di loro, gli optimates e i populares, utilizzarono qualsiasi mezzo per rafforzare il potere politico e per accentrare nelle loro mani il controllo dello Stato. Fu una lotta così spietata da non escludere che si potesse giungere alla creazione di nuove leggi per mettere sotto accusa l'avversario politico, fino a sbarazzarsene con una parvenza di legalità: nacque così il crimen maiestatis (che ha il suo antecedente storico nella perduellio) che venne utilizzato in modo da incriminare quanti potessero costituire dei potenziali o reali ostacoli alla scalata verso il potere. Si utilizzarono altresì figure criminose eterogenee e dai contorni poco chiari e sfuggenti, facendo rientrare così nella fattispecie in questione la sedizione, l'alto tradimento e, più in generale, ogni comportamento più o meno lecito che potesse essere interpretato come una lesione alla grandezza del Popolo romano. L'esame di queste nuove leggi consente di rendere ancora più chiare le dinamiche stringenti della lotta civile, anche in tempi successivi, quando, con l'avvento del Principato, perfino Ottaviano, proponendo una nuova legge di maiestas, non disdegnò di eliminare gli scomodi avversari politici e, tra questi gli uccisori di Giulio Cesare, durante gli anni difficili della guerra sociale.