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Libri editi da Carocci con argomento Inconscio
Inconsci, coscienza e desiderio. L'incertezza in psicoanalisi Craparo Giuseppe - Carocci, 2015 - Biblioteca Di Testi E Studi
Cosa qualifica la pratica psicoanalitica rispetto alle altre psicoterapie? La risposta dell'autore è che la psicoanalisi si caratterizza per essere una pratica dell'incertezza. Diversamente dal senso comune, nel volume l'incertezza viene declinata positivamente come ciò a cui dovrebbe "tendere" una pratica che si richiami alla singolarità del paziente, a una concezione del sintomo quale narrazione da interrogare, ma soprattutto al ruolo degli inconsci (non rimosso e rimosso). Particolare attenzione viene riservata proprio alla distinzione fra il cosiddetto inconscio rimosso, linguistico, sede di contenuti che sono andati incontro all'elaborazione simbolica, e l'inconscio non rimosso, presimbolico. Il rimando ai due inconsci porta l'autore a considerare la teoria psicoanalitica non più centrata sull'inconscio ma sugli inconsci: un cambio di vertice che risulta vantaggioso per la comprensione delle psicopatologie non nevrotiche (come, ad esempio, le psicosi), in cui si ravvisano compromissioni strutturali dei due inconsci. In questi casi, la psicoanalisi, intesa come pratica dell'incertezza, consisterebbe in un lavoro di co-costruzione degli inconsci attraverso una relazione che non punti a mettere in campo interventi correttivi precostituiti, ma a promuovere processi trasformativi favoriti dall'ascolto desiderante, da parte dell'analista, della parola del paziente. Prefazione di Domenico Cosenza.
L'inconscio Civita Alfredo - Carocci, 2011 - Le Bussole
Quanti inconsci esistono? Quale fu il ruolo di Freud? L'inconscio è un concetto scientifico? Sono queste le domande a cui il libro cerca di rispondere. Nel testo sono descritti due tipi di inconscio: cognitivo ed emotivo. Mentre l'inconscio cognitivo è un'acquisizione recente della scienza, l'inconscio emotivo si perde nella notte dei tempi. Lungi dall'essere stato scoperto da Freud, ne troviamo traccia addirittura in Platone e nel XIX secolo in Schopenhauer e Nietzsche. Che il concetto di inconscio emotivo non sia di casa nella scienza è dimostrato dal fatto che da Freud in avanti è stato descritto in modi sempre nuovi e creativi.