Carocci Libri
Libri editi da Carocci con argomento Letteratura Cavalleresca
Il poema in ottava. Storia linguistica italiana Praloran Marco - Carocci, 2003 - Antologie
Il volume presenta una scelta di alcune opere della tradizione epico-cavalleresca italiana in ottave. Ad accomunare testi cronologicamente lontani come il Teseida di Boccaccio (1340 ca.) e la Gerusalemme Liberata di Tasso (1581) è proprio la loro appartenenza formale: l'ottava rima, precipuamente collegata alla funzione narrativa. Ogni passo antologizzato e commentato ha un nucleo tematico ricorrente: il duello cavalleresco. A parità di sequenze grosso modo omologhe, si sono volute mettere in luce le analogie e le diversità nelle tecniche di rappresentazione usate dai vari scrittori e si è lasciato ampio spazio all'analisi dello stile di ognuno.
Las aventuras de monsenher Guillem de La Barra. Testo originale a fronte Arnaut Vidal De Castelnaudary Galano S. (Cur.) - Carocci, 2014 - Biblioteca Medievale
Scritto nel XIV secolo da Arnaut Vidal de Castelnaudary, "Las aventuras de monsenher Guillem de la Barra" rientra in quelle poche composizioni narrative medievali, in lingua occitana, che riportano la firma dell'autore. Si tratta di un romanzo che narra storie di avventure e di cavalleria, nel quale predominano i temi della difesa della fede cristiana, dell'estrema lealtà al proprio signore, dell'amore e dell'onore. Dopo essere caduto in disgrazia per colpe non commesse, l'eroe è costretto ad abbandonare la sua terra e a rinunciare al suo status nascondendo la sua vera identità. Nel corso delle sue avventure Guillem è presentato dall'autore come un personaggio versatile: come un prode cavaliere impegnato in ardui scontri contro i pagani; come un padre sconsolato alla ricerca disperata dei propri figli; come uno schivo precettore; come un misero questuante ma sempre fermamente deciso a recuperare il proprio onore e il proprio feudo. Nella stesura del romanzo l'autore ha rimaneggiato il materiale culturale tradizionale fondendo le tematiche epico-agiografiche con quelle cavalleresche, la drammaticità con l'ironia e la comicità, dando vita ad una narrazione poliedrica e polifonica che riprende e rielabora vari motivi appartenenti sia al folclore che ai diversi generi letterari dell'epoca.
Gioie cavalleresche. Barbarie e civiltà fra epica e lirica medievale Fassò Andrea - Carocci, 2005 - Biblioteca Medievale. Saggi
Insieme alle culture classica e cristiana, la cultura barbarica dei Franchi ha contribuito in modo decisivo alla formazione dell'Europa. Sua espressione primitiva è la chanson de geste, epopea di uomini fondata sulle virtù del coraggio, dell'onore, della fedeltà. Joie è il termine usato nelle chansons de geste per indicare l'ebbrezza dell'assalto e Monjoie il grido di guerra dei Franchi. Nel XII secolo inizia un processo di civilizzazione a opera della Chiesa, che crea l'ideale del cavaliere difensore della giustizia e dei grandi signori, che attraverso la poesia dei trovatori propongono un modello di guerriero prode e misurato, per il quale l'amore è "servizio" alla dama e fonte di virtù; la gioia sarà allora lo stato di estasi prodotto dall'amore.