Chirico Libri

Libri editi da Chirico con argomento Escatologia

LIBRO   9788889872239

Alleluia! Maranà tha! Escatologia cristiana Jiménez Hernandez Emiliano  Chirico F. (Cur.)   -  Chirico, 2007  -  Nova Evangelizatio

La nostra società è frutto dei tre "maestri del sospetto", i tre falsi profeti del nostro tempo, Marx, Freud e Nietzsche, che ci hanno chiuso con saracinesche di piombo il cielo e la speranza. L'uomo di oggi riprende, amalgama o confonde le critiche di questi intellettuali, eliminando Dio dal nostro mondo e, con Lui, la speranza del mondo futuro. L'uomo dell'ozio, generato dalla civiltà dei mass media stampa, radio, televisione, cinema esige panem et circenses, che lo divertano e distraggano da se stesso e ancor di più da Dio e dall'aspirazione al "pane del cielo". L'uomo del progresso e della tecnica, perduto nel labirinto della grande città tecnopolita, è assorbito dai computer che lo codificano, facendo di lui un calcolatore di orari e funzioni, sottomesso alla schiavitù del consumo di ciò che la pubblicità gli presenta come imprescindibile per vivere il paradiso sulla terra, senza tempo né possibilità di alzare gli occhi al cielo. Ridotto alla terra, a quest'uomo resta solo la possibilità di rendere culto al corpo o all'ecologia. Oggi, chi parla o soltanto pensa alla vita eterna? Viviamo in un mondo secolarizzato, angosciato dall'immediato, dal provvisorio.

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LIBRO   9788863620498

Pensieri sul morire e su quel che segue Zanni Tarcisio   -  Chirico, 2010  -  Caritas Christi

Non è per nulla banale parlare della morte e non è neanche "chic". Secondo la Bibbia, la morte è oggetto di rivelazione: c'è un velo sopra che solo Dio può rimuovere. "Rivelami, Signore, la mia fine, quale sia la misura dei miei giorni e saprò quanto è breve la mia vita" (Sal 39,5). Avviene che, indiscriminatamente, dal giorno della loro morte le persone vengano tutte considerate "povere". Il "povero tale", la "povera tal altra". Certo tanti sono da considerare "poveri" nel giorno della loro morte, ma il fatto che lo siano tutti fa nascere il sospetto che sia diffusa una certa ignoranza della vita e della morte, cioè una certa ignoranza di tutto. La vita e la morte, infatti, nella vicenda umana, si connettono necessariamente l'una all'altra e nessuno può dire di essere "navigato nella vita" se non è "navigato" anche nella morte.

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