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- 9791256155712 Il disaccordo
Differenze italiane. Politica e filosofia: mappe e sconfinamenti Gentili D. (Cur.) Stimilli E. (Cur.) - Deriveapprodi, 2015 - Labirinti
I saggi raccolti in questo volume rappresentano una prima panoramica sul dibattito internazionale emerso dalla proposta di pensare una Italian Theory come orizzonte entro cui riflettere su autori e categorie che caratterizzano il pensiero filosofico e politico italiano. Non c'è, qui, la pretesa di rinchiudere il pensiero italiano all'interno dei confini pacificati e condivisi di una "teoria", si tratta piuttosto di verificarne la sua implicita istanza politica. Come infatti dimostrano i contributi di questo volume, la cosiddetta Italian Theory è tutt'altro che una teoria in grado di neutralizzare le discordanze e gli antagonismi; è invece un campo di tensione dove sono proprio le differenze e i conflitti a mapparne e delinearne il territorio. Territorio, dunque, anch'esso irriducibile a confini - siano questi quelli di una presunta "italianità" o della "teoria" ma che è costantemente segnato da "sconfinamenti" o percorso da vettori di "deterritorializzazione". L'intento di "Differenze italiane" è soprattutto quello di rappresentare l'apertura di un discorso, le cui frontiere sono tutt'altro che prestabilite, ma che comincia a costituirsi come una "rete" senza un centro di emanazione, capace di riannodarsi ovunque se ne presenti l'occasione.
Politiche della filosofia. Istituzioni, soggetti, discorsi, pratiche Cesaroni P. (Cur.) Chignola S. (Cur.) - Deriveapprodi, 2016 - Labirinti
La "filosofia politica" è da sempre sospesa in un limbo fra il campo della filosofia e quello della scienza politica: qual è il suo statuto? Come si differenzia da una storia delle dottrine politiche? Esiste una specificità italiana nel praticarla? Per rispondere a tali questioni, è necessario operare un radicale spostamento di prospettiva: passare dalla "filosofia politica" a una "politica della filosofia". Perché la filosofia è anzitutto una pratica: pratica del sapere che produce significati, discorsi, forme di verità, istituzioni e da qui effetti sull'ambito sociale e della vita politica. Per questi occorre interrogare l'istituzione all'interno della quale avviene l'insegnamento di questa disciplina, sede di validazione dei saperi filosofici: l'Università. Si scopre allora che l'Università non è un luogo neutro di trasmissione del sapere, né è sempre stata la sede nella quale veniva praticata la filosofia. Si tratta tutto sommato di un'invenzione recente, la quale ha effetti di potere sui filosofi stessi e sulla pratica del pensiero. Effetti non positivi quando Università diventa un'istituzione del neoliberismo. Per questo alla filosofia oggi spetta il compito di fare politica.
Da dentro. Biopolitica, bioeconomia, Italian Theory Chignola Sandro - Deriveapprodi, 2018 - Doc(K)S
L'estendersi dei processi di cattura della vita e di messa a valore della cooperazione sociale - si tratti della privatizzazione del codice genetico delle piante, dell'indefinita dilatazione della giornata lavorativa, dell'appropriazione dei commons - producono un sistema di relazioni che unifica il mondo sotto il comando del capitale. Rispetto a esso, non è dato pensare un «fuori». Nemmeno per un lavoro intellettuale - a per una filosofia - che pensi di poterlo guardare a criticare dall'esterno. Occorre perciò problematizzare lo statuto del pensiero, dare di esso una definizione situata, caricarsi della sua responsabilità.